2 luglio 2010
dammi una mano, dammi una mano, ad incendiare il piano padano… così cantava Giovanni Lindo Ferretti in una vecchia canzone dei CCCP. Se lo avessimo ascoltato allora, forse oggi non ci sarebbe la Lega a cui il “convertito” Ferretti dice di dare il voto. La cosa sconvolgente delle dichiarazioni che ha rilasciato, le quali si possono leggere su rockol.it, è un’altra. Passi che voti Lega, e che abbia trovato serenità spirituale e politica, affari suoi. Ma che parli di “movimento pubblicitario” il coinvolgimento della chiesa degli abusi sui minori mi sembra un po’ troppo.
Fatevi sotto bambini
occhio ai presbiteri
occhio agli zuccherini
Sì lo so, arrivo in ritardo con questo articolo, ma questo blog è eternamente in ritardo. E poi del resto sono della generazione che adora gli orologi, ma non conosce il tempo.
28 dicembre 2009
Come gli scorsi anni Federico Fiumani ci rilascia il “regalo di natale”. Quest’anno niente annuncio sul sito, io l’ho ricevuto nel gruppo di facebook. Chissà se magari in qualche altro luogo telematico (probabilmente su myspace) era uscito prima di natale il link
Le canzoni sono registrate al Circolo Matteotti di Sestri Levante (GE) il 4 dicembre di quest’anno.
Buon ascolto
LINK PER SCARICARE L’AUDIO
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24 dicembre 2009
12 dicembre 2009
Chi controlla il presente controlla il passato
Chi controlla il passato controlla il futuro
(G. Orwell “1984″)
Sulle note di una canzone, di cui l’anno scorso pubblicai il testo, volevo riflettere sul fatto che a 40 anni dalla strage di Piazza Fontana non si sa ancora “ufficialmente” chi siano i mandanti, ma ancora più grave secondo me il fatto che nell’opinione pubblica ci sia un menefreghismo quasi totale.
Chi controlla il passato controlla il futuro. Proprio vero. Ormai viviamo in un epoca in cui si viene fatto passare come se fosse normale il ribaltamento della storia, cosa che Orwell spiegò bene nel suo “1984″. Ma di quel romanzo ormai ci è arrivato solamente il termine Grande Fratello, fatto diventare un reality di pessimo gusto. Ma per molti purtroppo la storia stessa è un reality da manovrare a proprio piacimento.
E così nascono giorni della memoria per ricordare ed osannare i comportamenti dell’Italia fascista, nascono casi giudiziari per farci pensare ad altro. E tutti a credere che quel che si è letto fino a giorni prima sia falso o semplicemente mai esistito. C’è un politico che in anni non sospetti osannava i giudici di tangentopoli, successivamente osannava il nuovo capo ed andava contro gli stessi giudici, adesso ha cambiato nuovamente idea. Ed ha il coraggio di chiamare questo comportamento “coerenza”.
E di esempi ne potremmo fare a migliaia.
E’ vero che la storia la fanno i vincitori, ma qui non si tratta di fare la storia. I vincitori occulti stanno azzerando e ribaltando ogni memoria.
Qualche link per riflettere:
http://antonella.beccaria.org/
http://isole.ecn.org/ponte/fontana/doss12.php
http://www.youtube.com/view_play_list?p=1FEDBA097DCB674F&search_query=la+storia+siamo+noi+fontana
Ma in rete si trovano tantissimi altri link, per fortuna in rete la memoria rimane… chissà per quanto.
29 novembre 2009
“La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l’Italia. Non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare, ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare.”
Sentendo le parole del ministro Rotondi viene subito in mente Tempi Moderni di Chaplin dove si sperimenta una macchina per continuare a lavorare senza interrompere il lavoro. Almeno in quel caso non si aboliva la pausa pranzo, ma si rendeva parte dell’ingranaggio della catena di montaggio. Oggi si vuole proprio abolire in nome del dio produttività. Immagino già slogan del tipo “Tutti a dieta per la produttività”, “Esci dalla crisi con una dieta”.
In realtà il discorso andrebbe ribaltato. Il lavoro è un danno per la pausa pranzo, e soprattutto per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa operatività che blocca tutta l’Italia.
Dopo “lavorare con lentezza” si aprono nuove forme di lotta politica: mangiare con lentezza
2 settembre 2009
Il piccolo An ci ha dato la vita
è morto gridando « viva lo zio Ho »


