Archivio di Dicembre 2007
31 Dicembre 2007
Non ti ricordi il 31 dicembre,
quella colonna di camion per Boves
che trasportavano migliaia di tedeschi,
contro sol cento di noi partigian.
Che trasportavano migliaia di tedeschi,
contro sol cento di noi partigian.
E da San Giacomo e poi la Rivoira
Castellare, Madonna dei Boschi,
la s’infuriava la grande battaglia
contro i tedeschi, i fascisti e i traditor.
Dopo tre giorni di lotta accanita
tra vasti incendi e vittime borghesi
non son riusciti con la loro barbaria
noi partigiani poterci scacciar.
Povere mamme che han perso i lor figli,
povere spose che han perso i mariti,
povera Boves ch’è tutta distrutta
sotto quei colpi del vile invasor.
Ma dopo un anno di vita montana
tra fame e freddo e dure fatiche
è giunta l’ora della nostra riscossa,
noi partigiani sapremo vendicar.
Fonte: Il Deposito
29 Dicembre 2007
così mi distraggo un po’.
E non penso alla tua intervista in cui lodi lavoro ed opus dei.
Che poi “lavoro”, vero? Parli di lavoro maniacale, del “santificarsi per mezzo della propria professione”.
Chissà se un operaio in catena di montaggio la pensa come te.
Ma va beh, hai ragione, non sei né marxista e né comunista, e queste cose non ti toccano. Andavi alle feste dell’unità e corteggiavi certi ambienti solo per il vil denaro.
Ma non erano i poveri a passare dalla cruna dell’ago? No, forse mi sbaglio. Forse come dice Giuliano Ferrara dallo stesso pulpito, il diavolo si è introdotto in me ed ho bisogno di essere esorcizzato.
O forse sono solamente uno dei cretini che il nuovo anno farà sparire, insieme a chi farà l’amore come gli va ed ai preti che si sposeranno? Mah, chi lo sa. Il nuovo anno ce lo dirà. Del resto ogni cristo scenderà dalla croce. Perché ce ne sono molti vero? Ma lo sa l’opus dei che scrivevi questo? O anche questo era solo per denaro?
E lo sa il santo padre che lasciavi scivolare la mano nel silenzio perché l’avevano vista bere ad una fontana che non eri tu?
Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico, e come sono contento, di essere qui in questo momento.
Vedi caro amico cosa ti devi ormai inventare per farci ridere sopra
25 Dicembre 2007
Anche quest’anno Happy Christmas a tutti i lettori del sito. Ma…
The war is really over?

24 Dicembre 2007
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Non so da quanto tempo è presente il “regalo”, era da un po’ che non guardavo il sito dei Diaframma. Federivo Fiumani ha pensato, con mio grande piacere, di regalare only for fans un album da scaricare in mp3, compreso le copertine, di cui vedete la parte frontale qui accanto ![]()
A parer mio anche i non fans lo apprezzeranno.
Si chiama Christmas Gift 2007 e contiene brani suoi e di altri musicisti, alcuni già presenti in versione leggermente diversa in Confidenziale. E’ acustico, lui e la sua 12 corde, a quanto pare registrato durante una session del 22 dicembre 1994.
Contiene inoltre una splendida versione di “Elena”, una delle più belle canzoni dei Diaframma e non solo.
Sicuramente a qualche lettore di questo sito, disattento come me, farà piacere la segnalazione.
22 Dicembre 2007
C’era una volta una bellissima canzone, cantata da un geniale ubriacone e da un’artista non più tra noi, Shane MacGowan e Kirsty MacColl.
Punk, irlanda, alcool, danze, natale, favole che si mescolano e ci regalano emozioni.
C’era una volta dicevo, ed adesso che c’è? C’è la BBC che dopo ventanni dalla sua incisione ed a cinquantanni dalla nascita di Shane MacGowan, nato a Natale come nelle favole più belle, che fa? Censura la canzone perché contiene la parola “faggot” (frocio).
Fuck you BBC
Vi voglio lasciare con questa splendida poesia che si intitola “Fairytale of New York”
You’re a bum you’re a punk
you’re an old slut on junk
lying there almost dead on a drip in that bed
You scambag you maggot
you cheap lousy fagott
happy christmas you arseI pray god it’s our last.
Sei un barbone, sei un teppista
Sei una vecchia troia drogata
Li’ sdraiata quasi morta con la flebo in quel letto
Tu ladro tu bruco
Tu piccolo insignificante frocio
Buon natale coglione, prego Dio che sia l’ultimo per te
Nel post il testo completo
21 Dicembre 2007
Non si dice che la canzone di un collega, di un amico, è bella, è brutta, etc…
Delle volte si dice: “Perché non l’ho scritta io?”
Questo diceva Francesco Guccini introducendo Luci a San Siro.
Io non dico che questo sito è bello o brutto, ma dico “Maledizione, perché non l’ho fatto io?”.
Nonostante il flash, che odio, nonostante tutto, l’idea è geniale
21 Dicembre 2007
Dedicata alla tribù dei Lakota (Sioux) in rotta con il governo USA. Anche se i motivi non sono più nobili come una volta, fa sempre piacere vedere gli indiani contro i cowboy
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Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale
c’è un dollaro d’argento sul fondo del Sand Creek.
I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte
mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno
mio nonno disse sì
a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek
Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio nell’altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l’albero della neve
fiorì di stelle rosse
ora i bambini dormono nell letto del Sand Creek
Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
c’erano solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare
la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek
Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale
ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek
Fabrizio De André - 1981
15 Dicembre 2007
Il comunicato stampa di SupportoLegale suggerisce di divulgare la parole d’ordine “In ogni caso nessun rimorso”.
Nessun rimorso per le strade occupate dalla rivolta, nessun rimorso per il terrore dei grandi asserragliati nella zona rossa, nessun rimorso per le barricate, per le vetrine spaccate, per le protezioni di gommapiuma, per gli scudi di plexiglas, per i vestiti neri, per le mani bianche, per le danze pink, nessun rimorso per la determinazione con cui abbiamo messo in discussione il potere per alcuni giorni.
Forse invece qualche rimorso c’è, e ci deve essere.
Rimorso per come sono andate alcune cose. Prima, durante e dopo quelle giornate. Rimorso per il comportamento di alcuni personaggi. Rimorso di chi non c’era. Rimorsi interni al movimento forse, ma le persone condannate “hanno pagato caro, hanno pagato tutto”. Hanno pagato tutta la rabbia dello stato verso chi osa contraddirlo, verso chi osa manifestare, verso chi osa avere una opinione diversa. Verso chi “osa” essere veramente di sinistra. Hanno pagato il comportamento di chi non ha nessun rimorso pur di avere una poltrona.
Ecco il vero rimorso. Rimorso di aver dato credito a chi si definisce di sinistra senza esserlo da decenni, a chi parla a nome del movimento senza farne parte, a chi sventola bandiere senza vento.
Quindi, nonostante tutto… nessun rimorso. Ma nessun rimorso anche quando perderanno per un voto.
8 Dicembre 2007
Ovvero come rendere vecchio un nuovo soggetto politico.
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Il berlusconismo impera anche a sinistra. Dopo il PD questa “cosa rossa”.
Non più partiti nati da una comunione di ideali ed intenti, ma studiati a tavolino per mantenere le poltrone.
E se Berlusconi riesce a far diventare un evento mediatico il suo riciclarsi, se il PD nel bene e nel male fa altrettanto con le primarie e la presentazione del simbolo, questi cosa fanno? Una conferenza stampa in cui presentano il simbolo e subito dopo lo rinnegano preannunciando scissioni se non cambia.
Dopo aver letto le dichiarazioni dei vari politici mi aspettavo una cosa brutta, ma così sinceramente supera ogni più pessimistica aspettativa. Qualcuno può obiettare che contano i contenuti, ma qui si parte in un soggetto politico senza contenuti, che ha buttato a mare, quel mare arcobaleno raffigurato nel simbolo, ogni idea. Almeno datti una veste grafica piacevole e nuova.
Qualche grafico ci avrà anche lavorato, ed è questa la cosa più brutta. La sinistra, soprattutto la sinistra antagonista, è sempre stata avanti in fatto di idee grafiche. E senza sforzarsi molto bastava che davano in mano a qualche organizzazione giovanile a loro vicina l’idea, che qualcosa di meglio usciva. Questo simbolo sembra invece fatto con Wordart da qualche militante in vena di giocare al computer.
A sinistra non sono morte solamente le idee, anche la fantasia è ormai sepolta.
E se è questa la fantasia che deve andare al potere…
