25 Aprile 2008
Oggi è il 25 Aprile, festa della liberazione. Ma liberazione da cosa?
Fin da subito era parsa una liberazione a metà. E le canzoni erano un modo per esprimere questa sensazione.
Ne sono state fatte molte di queste canzoni, una degli anni ‘70 iniziava così:
Fiore rosse e fucile:
viva la libertà!
Era il 25 aprile:
si rifà la società!I padroni sono morti,
i fascisti impiccati,
la giustizia degli insorti,
libertà per gli sfruttati.Proletari al potere,
non c’è più la schiavitù,
dalle fabbriche al quartiere
non si servirà mai più….Ho sognato per vent’anni e più
quel 25 aprile
ricordo della mia gioventù
vissuta col fucile,finché dal popolo in servitù
si leva un canto e va
e riporta di quegli anni
ancor la rossa libertà.Ma ci dissero al Partito:
«Sotto con la produzione,
il conflitto è ormai finito,
non si fa rivoluzione».Cerimonie e deputati;
a che serve aver lottato?
il fascismo può parlare,
“democratico” è lo stato.Son passati tanti anni:
sfruttamento ed elezioni,
due promesse, cento inganni,
mentre vincono i padroni.
La canzone non termina qui, dopo continua con la speranza. Negli anni ‘70 avevano almeno la speranza, oggi abbiamo perso anche quella. Nonostante siano passati tanti anni, continuano sfruttamento, promesse, inganni. E vincono ancora i padroni.
