24 ottobre 2008
in Politica
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà dei manifestanti e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».
Queste le parole che ha pronunciato ieri il ministro dell’Interno degli anni caldi della contestazione studentesca. E sembra che le parole vere siano state ancora più dure.
Qualcuno ha ancora dubbi su cosa successe in quegli anni e di chi sia la colpa?
Che il suono dell’ambulanza sia quello che porta lui e chi gli da ancora credito, intervistandolo ed invitandolo a vari salotti televisivi, in una casa di riposo condannandoli all’oblio

Ti lascio il link dove potrai leggere tutta l’intervista http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406
Mi auguro di tutto cuore che non dovremo sentire ambulanze in strada, sarebbe veramente la fine (o l’inizio) di tutto a mio giudizio. Non si può più accettare questo status di cose ne tantomeno queste dichiarazioni da pseudopolitici!
I soldi per la scuola li possiamo detrarre dal suo stipendio, e da quello dei suoi colleghi, così risolviamo tutto pacificamente.
E comunque, se le occupazioni continueranno anche dopo giovedì, credo che saremo in un altro ‘68.
Inoltre nel ‘68 non lo so, ma oggi è assolutamente falso e stupido ciarlare - forse inventarsi sarebbe più appropriato date le informazioni a sua disposizione - che gli studenti siano gli strumenti di protesta dei partiti. Piuttosto è chi lo afferma che non si accorge di essere pilotato da delle dichiarazioni semideliranti di qualche buffone al “telegiornale”. È solo show.
Forse Veltroni ne ha aprofittato, non viceversa.
Non vedo in questo movimento la volontà, per dirla marxianamente, di abolire (o quantomeno trasformare) lo stato di cose presenti. Nel ‘68 c’era, così come nel ‘77 e forse in misura marginale nel ‘90 con la pantera.
Spero comunque di sbagliarmi.