«Scateniamo tempeste, ma preferiamo il sole»

Archivio di novembre 2008

Il piacere dei DOMS

24 novembre 2008

Molti frequentatori di palestre e simili descrivono come piacevoli i dolori post esercizio fisico, chiamati anche DOMS (Delayed onset muscle soreness).
Ma non credo che a me siano venuti i DOMS, perché il dolore è comparso poco dopo. Forse è stato quello che Arnold Swarchenegger descriveva con il termine “pumping” in un famoso documentario degli anni ‘70.

Chissà, lascio agli esperti la descrizione, so solo che ho avuto dei “piacevoli” dolori alla spalla dopo aver… pulito il monitor ;-)

Disoccupate le strade dai sogni

20 novembre 2008

In questi giorni ho letto “Gomorra“, il libro di Saviano tanto discusso e dibattuto, forse troppo. Altra concessione alla lettura di best-seller. L’ho letto perché mi è stato regalato, ma ero anche curioso, visto che persone a me vicine lo giudicano in modo opposto, sia il libro sia Saviano. Chi un insieme di reportage privi di narrazione, chi addirittura come il nuovo Nanni Balestrini. Per me ne l’uno ne l’altro. Ma non voglio entrare nel merito del libro, che è solamente lo spunto per parlare di un triangolo di coincidenze della giornata di ieri. Suoni, segni e visioni.

Ancora una volta entro nel “personale”, anche se questa volta in modo diverso e con spunti “micro-recensivi”.
Nel libro di Saviano c’è un intero capitolo che parla del Kalashnikov, il mitra “simbolo del liberismo“, ma al tempo stesso “operazione di eguaglianza“, tutti possono farsi il proprio esercito. Sono due definizioni dello stesso Saviano.

Cosa c’entra il Kalashnikov? Presto detto.
Nel libro, Saviano parla di come questo mitra sia finito nella bandiera di molte nazioni e nel simbolo di molti gruppi politici.

Dopo la fine della lettura del libro, avvenuta ieri mattina, ho visto nel pomeriggio il film “La banda Baaden-Meinhof”, che parla della RAF, che aveva il simbolo che vedete qui a fianco. Una stella rossa sovrastata da un mitra (l’MP5 però) e dalla scritta RAF, che somiglia ai simboli citati da Saviano.

Un film di Uli Edel (la stessa di Christiana F. – Noi I Ragazzi Dello Zoo Di Berlino), Un film “fumoso”, nel senso che si fuma sempre e ovunque, tranne il poliziotto incaricato delle indagini. Un film dove i personaggi sono un po’ forzati, soprattutto nelle parole (chissà quanto sia colpa del doppiaggio), ma dove non lo sono i gesti, le situazioni. Un film che in quasi due ore vuole forse riassumere troppo. Un film che lascia incognite, soprattutto sulla morte dei componenti della “banda” nel carcere durante il periodo del processo, anche se il film sposa la tesi del suicidio. Un film dove la morta è presente dall’inizio alla fine, ci sono persone che lottano e muoiono, altre che, semplicemente, muoiono. Un film in cui si scrive molto. Un film dove la colonna sonora accompagna in modo incalzante le immagini. Suoni, segni e visioni.
Un film da cui forse mi aspettavo di più dopo aver letto le recensioni. Purtroppo non do mai retta ad una persona che mi ha sempre detto di non leggere recensioni prima di guardare un film o leggere un libro :-)
Ma è un film bello. Da vedere, da ascoltare, da divorare, da elaborare, da capire.

Dove sta il personale in questo caso? La coincidenza di cui parlavo all’inizio, in cui si chiude il “triangolo”. Prima i segni, dopo le visioni, in ultimo i suoni.
Si chiude di notte. Non riuscivo a dormire ed ho ascoltato il lettore mp3 in modo random. Canzoni diverse tra loro che si intrecciavano con i miei pensieri.
Ad un certo punto è iniziata “Incubo numero zero” di Claudio Lolli. Canzone che fa parte dell’album “Disoccupate le strade dai sogni”. Un album bello, rabbioso, visionario. Canzone dove viene cantato il verso che da il titolo all’album e, più banalmente, a questo post. Canzone che parla di Ulrike Meinhof. Il terzo tassello della giornata di ieri. Il suono che ha chiuso la mia giornata. Uno strano intreccio di scritte, suoni, visioni.

Vi lascio con le parole di Incubo Numero Zero

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Conraid si sveglia a mezzogiorno

11 novembre 2008

Ho pensato molto al titolo da dare a questo post, ed alla fine ne ho scelto uno “veramente brutto”, anche se spesso reale. Brutto come il titolo italiano che hanno dato al film The Hunger, che in italiano è diventato “Miriam si sveglia a mezzanotte”.

The HungerFilm con Catherine Deneuve, David Bowie, Susan Sarandon, molto dark e piacevole soprattutto per l’atmosfera e la colonna sonora, con una scena iniziale entrata nella mia “storia”, dove i Bauhaus suonano Bela Lugosi’s Dead in un locale mentre David Bowie e Catherine Deneuve vanno a “caccia”. Infatti i due sono vampiri.
La storia è strana, diversa dalle altre sui vampiri, Miriam (Catherine Deneuve) è una vampira dell’antico Egitto che rende “immortali” i suoi partner, ma dopo alcuni secoli questi iniziano ad invecchiare precocemente, da un giorno all’altro. Si ritrovano da giovani a vecchi in qualche ora. C’è una scena in cui John Blaylock (David Bowie), partner in quel periodo di Miriam, invecchia nella sala di aspetto di una dottoressa specializzata in invecchiamento precoce (Susan Sarandon).

Cosa c’entra tutto questo si domanderà qualcuno, o forse nessuno :-)
Beh, mi sento come John Blaylock, in questo periodo. Mi sento invecchiato precocemente da un anno a questa parte, come se tutto insieme il mio corpo avesse un età diversa da quella che ha realmente. Il tutto senza una Miriam che abbia causato tutto questo. Non starò qui a spiegare i motivi ed i sintomi per cui mi sento così, ma mi piaceva accennare qualche volta a cosa mi succede dentro invece che a cosa mi succede intorno.

Spero di non fare la fine John Blaylock… che non cito per chi volesse guardarsi il film.

Giovane, bello ed abbronzato

7 novembre 2008

Tutta invidia la sua.

berlusconi

Nemmeno con tacchi, lifting e fondotinta riesce ad essere “giovane, bello ed abbronzato”.


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