«I Soviet più l'elettricità, non fanno il comunismo.Anche se è un dato di fatto... che a Stalingrado non passano» CCCP

Archivio di luglio 2009

i cccp non ci sono più…

16 luglio 2009

…i cccp non ci sono più da un bel po’

Così canta Vasco Brondi – Le luci della centrale elettrica – nella sua “La gigantesca scritta COOP”.

I turbamenti di LindoI CCCP non esistono più da molto tempo, forse da prima che si formassero i CSI, ma Giovanni Lindo Ferretti esiste sempre, e non smette di “stupire” nella sua conversione religiosa.

Non voglio tornare sulla questione, di cui parlai già tempo fa, ma voglio parlare di una intervista a cura di Daniela Preziosi, uscita due giorni fa sul manifesto.
Intervista in cui Ferretti non dice niente di nuovo rispetto a ciò che va pontificando in giro da anni, ma forse scioglie anche l’ultimo dubbio di alcuni vecchi fans. In questa intervista infatti l’intervistatrice domanda al “figliol prodigo” se l’attuale conversione religiosa sia l’ultima “provocazione punk”. Ratzinger come l’URSS ed il PCI, ortodossie da sbeffeggiare.

Al di la della risposta di Ferretti, come sempre in preda ai suoi “deliri mistici”, questa teoria purtroppo è completamente sballata. La conversazione di Ferretti è reale, forse troppo seria per sembrare vera e da qui il legittimo dubbio dell’intervistatrice. Ed è proprio questa troppa serietà che suscita sconcerto nei vecchi fans, ma da qui a pensare che sia solo una provocazione punk ce ne corre.
Se l’ortodossia di allora ha lasciato una intera generazione a domandarsi quanto fosse vera, quella di oggi non lascia dubbi. Come dice Ferretti “l’amore per l’Urss e l’ortodossia diventò amore per la Russia e l’ortodossia cristiana“. Qui da noi in toscana si dice che “c’ha la botta”… e bella forte.

Nel frattempo… Io attendo allucinato la situazione estrema

La rete è un diritto. Sciopero dei blogger

14 luglio 2009

Non so quanto sia “corretto” parlare di sciopero nel mio caso, visto che scrivo un post ogni tanto, ma volevo ugualmente segnalare l’iniziativa diritto alla rete per protestare contro il cosiddetto ddl Alfano.
L’iniziativa mi lascia un po’ perplesso, nel senso che secondo me servirebbe una “protesta” più ampia, sia nelle forme sia nei contenuti, ma visto alcuni partecipanti è chiedere troppo :-)
Inoltre questo disegno di leggo è solo l’ultimo di una serie di leggi/decreti/ddl che stanno minando la libertà della rete. Si sente sempre parlare di come senza la rete non ci sarebbe stata informazione su alcuni avvenimenti esteri, e poi si cerca di “imbavagliarla” qui da noi. Ma la colpa, sempre secondo me, non è solo dei politici che non conoscono la materia o che hanno “pruriti” censori, ma anche della stampa che ha paura della fine del suo monopolio all’informazione, ed oggi più che mai è chiaro che molte notizie si diffondono grazie alla rete e non tramite giornali e telegiornali sempre più allineati in una sorta di pensiero unico di servilismo al potere. Del resto non è un caso che alcune leggi “anti internet” sono state volute da ordini di giornalisti (per esempio quello della Lombardia).
Quindi quando tra le adesioni leggo di organi di informazioni o politici non proprio garantisti, qualche diffidenza nasce.


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