29 novembre 2009
in Politica, Riflessioni
“La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l’Italia. Non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare, ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare.”
Sentendo le parole del ministro Rotondi viene subito in mente Tempi Moderni di Chaplin dove si sperimenta una macchina per continuare a lavorare senza interrompere il lavoro. Almeno in quel caso non si aboliva la pausa pranzo, ma si rendeva parte dell’ingranaggio della catena di montaggio. Oggi si vuole proprio abolire in nome del dio produttività. Immagino già slogan del tipo “Tutti a dieta per la produttività”, “Esci dalla crisi con una dieta”.
In realtà il discorso andrebbe ribaltato. Il lavoro è un danno per la pausa pranzo, e soprattutto per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa operatività che blocca tutta l’Italia.
Dopo “lavorare con lentezza” si aprono nuove forme di lotta politica: mangiare con lentezza


Il lavoro è un danno per la vita in se!
Io lascerei la libera gestione della pausa pranzo ai lavoratori, ovviamente per il lavori a catena non sarebbe possibile perchè creerebbe grossi problemi, però per loro si potrebbe fare una bella sala mensa passata dall’azienda…
Su, battiamo la fiacca?…Scrivi qualcosa…:)