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	<title>BlankReg aka Conraid &#187; Informatica</title>
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	<description>Divagazioni semiserie di un webmonster fannullone</description>
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		<title>Ottimizzare i tempi di compilazione di un programma</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2008/10/ottimizzare-i-tempi-di-compilazione-di-un-programma/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 08:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Girando in internet alla ricerca di un modo per sfruttare a pieno i nuovi processori multicore ci si imbatte spesso in consigli sull'uso del parametro <strong>-j</strong> del comando <strong>make</strong>, che equivale a lanciare contemporaneamente un numero di <em>jobs</em> durante la compilazione.

I consigli sono vari, dal classico <em>CPU+1</em>, a quello di <em>CPU*1.5</em>, fino ad alcuni che si spingono a consigliare <em>CPU*2</em>

Per provare, cosa c'è meglio che compilare il kernel? Vediamo i risultati]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Premessa</h3>
<p>Ho compilato il kernel 2.6.27.1 (solo il kernel, niente moduli) con lo stesso .config partendo sempre da una situazione &#8220;pulita&#8221;, cancellando la directory <em>linux-2.6.27.1</em> e ricreandola decomprimendo il tar.bz2</p>
<h3>Situazione</h3>
<p>- <strong>Intel core 2 duo 7100, 1gb ram</strong><br />
- Slackware -current<br />
- Init 3, fuori da X<br />
- In esecuzione solo i demoni <em>syslogd</em>, <em>acpid</em>, <em>dbus-daemon</em> e <em>hald</em></p>
<h3>Risultati</h3>
<p>Vediamo i risultati</p>
<p><strong># time make bzImage</strong><br />
real 10m21.695s, user 9m39.206s, sys 0m41.419s</p>
<p><strong># time make -j2 bzImage</strong><br />
real 3m33.166s, user 6m3.118s, sys 0m27.475s</p>
<p><strong># time make -j3 bzImage</strong><br />
real 3m25.194s, user 6m5.391s, sys 0m28.089s</p>
<p><strong># time make -j4 bzImage</strong><br />
real 3m25.908s, user 6m6.245s, sys 0m28.607s</p>
<p><strong># time make -j5 bzImage</strong><br />
real 3m26.182s, user 6m8.057s, sys 0m28.579s</p>
<p>Mentre invece nella stessa situazione, ma con un <strong>Pentium 3 @ 1Ghz</strong> con <strong>512Mb di Ram</strong>, il risultato è stato questo</p>
<p><strong># time make bzImage</strong><br />
real 22m9.797s, user 20m26.468s, sys 1m29.932s</p>
<p><strong># time make -j2 bzImage</strong><br />
real 22m34.096s, user 20m57.083s, sys 1m32.854s</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>Naturalmente questi dati vanno presi con le dovute cautele, perché sono influenzati da tutta una serie di fattori, ma nel mio caso posso dire che la <strong>situazione ottimale</strong> è stata <strong>CPU+1</strong>, che in questo caso è anche il CPU*1.5. Andrebbe provato con più ram, in un quadcore, o ancora meglio in un reale sistema multiprocessore.<br />
Come si puù notare se aumentiamo ulteriormente il valore di -j i valori si discostano di poco, ma tendono a salire</p>
<p>Dove è presente un solo core, come nel caso del Pentium 3, meglio non utilizzare l&#8217;opzione -j, ma anche in questo caso andrebbe testata la situazione con un maggior quantitativo di ram.</p>
<h3>Note</h3>
<p>Intanto bisogna dire che non con tutti i programmi è possibile usare l&#8217;opzione -j, per esempio compilando alcuni pacchetti per la Slackware mi sono imbattuto in situazioni in cui anche il semplice -j2 (che uso normalmente) mi dava errore.</p>
<p>Altra cosa importante da sottolineare è che mettere solamente -j senza parametri è un buon modo per vedere se il sistema è stabile, ma non per compilare <img src='http://www.blankreg.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>Qualcuno ha fatto esperimenti simili, magari con un quadcore?</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Alla conquista del mondo</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2008/09/alla-conquista-del-mondo/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 11:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo dei videogiochi free nati da &#8220;vecchi&#8221; motori di rendering rilasciati da varie aziende, è sempre in fermento. Ci sono videogiochi di ogni tipo e di ogni genere. A volte basta un po&#8217; di fantasia e una discreta conoscenza programmativa, e si può fare il proprio gioco partendo da una base collaudata negli anni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.blankreg.net/wp-content/uploads/cstalin_banner.png" alt="Commander Stalin" title="Commander Stalin" width="195" height="186" class="alignleft" /><br />
Il mondo dei videogiochi <em>free</em> nati da &#8220;vecchi&#8221; motori di rendering rilasciati da varie aziende, è sempre in fermento. Ci sono videogiochi di ogni tipo e di ogni genere. A volte basta un po&#8217; di fantasia e una discreta conoscenza programmativa, e si può fare il proprio gioco partendo da una base collaudata negli anni.</p>
<p>Non aspettative gli effetti dei nuovi giochi, ma a chi piacciono i giochi di strategia può divertirsi a conquistare il mondo con con <a href="http://commanderstalin.sourceforge.net/">Commander Stalin</a> <img src='http://www.blankreg.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>UPDATE<br />
Ho provato la versione precompilata per Linux e non funziona. Mi &#8220;esce&#8221; senza messaggi di errori quando inizio a giocare, fino alla creazione di mappe e scelta delle opzioni funziona. Nei prossimi giorni se non richiede qualche dipendenza strana provo a compilarlo, anche se immagino che sia colpa del mio &#8220;vecchio&#8221; computer <img src='http://www.blankreg.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><br style="clear:left" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Attenti, camuffano le vostre e-mail</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2008/07/attenti-camuffano-le-vostre-e-mail/</link>
		<comments>http://www.blankreg.net/2008/07/attenti-camuffano-le-vostre-e-mail/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 08:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[mail]]></category>

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		<description><![CDATA[Si possono spedire falsi messaggi da qualunque indirizzo web Spaventati dal titolo e dal sottotitolo? O siete stati presi dal solito sorriso ironico che si ha dopo aver letto una banalità? E se vi dicessi che è il titolo di un servizio apparso ieri su un quotidiano locale? Due investigatori privati (sì è tutto vero) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si possono spedire falsi messaggi da qualunque indirizzo web</strong></p>
<p>Spaventati dal titolo e dal sottotitolo? O siete stati presi dal solito sorriso ironico che si ha dopo aver letto una banalità? E se vi dicessi che è il titolo di un servizio apparso ieri su un quotidiano locale?</p>
<p>Due investigatori privati (sì è tutto vero) mettono in guardia noi poveri utenti della rete dai possibili rischi di un tale pericolo. Ma non parlano di chissà quale tecniche di camuffamento, semplicemente segnalano il <strong>pericolo che un utente imposti un indirizzo diverso nel campo From del proprio client di posta</strong>. Sì è proprio così. Una cosa che si fa da sempre, che tutti conoscono e che questi denunciano come &#8220;pericolosa&#8221;. Spero sia il quotidiano ad aver sbagliato a scrivere o ad aver &#8220;sensazionalizzato&#8221; una banalità, del resto in zona è famoso per questo tanto da essere ormai una barzelletta il dire &#8220;è vero, l&#8217;ha scritto anche il Tirreno&#8221;.<br />
E se il giornalista viene a sapere che esistono degli anonymous remailer, dei proxy sparsi per il mondo e che addirittura si può camuffare anche il mittente sms cosa scrive? Di una minaccia alla sicurezza nazionale? <img src='http://www.blankreg.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per fortuna i due consigliano l&#8217;uso di strumenti di firma digitale a chiave pubblica e privata e non l&#8217;uso di sistemi di <em>mail certificata</em> molto di moda in questo periodo.<br />
All&#8217;inizio devo ammettere che sospettavo in un articolo pubblicitario di qualche sistema simile, invece no, è proprio un articolo di segnalazione del pericolo, come il dire di chiudere bene la porta durante le vacanze che altrimenti entrano i ladri, a meno di non affidarsi a qualche esperto che vi spiega come girare la chiave.</p>
<p>E se era una pubblicità per i due investigatori questi dovrebbero incazzarsi con i giornalisti (si, l&#8217;articolo è scritto a 4 mani), perché visto le premesse qualsiasi utente più smaliziato non ci pensa nemmeno ad affidarsi ad essi per una truffa informatica, alla quale dicono di essere esperti. Se poi era invece questo il loro scopo e funziona vuol dire che ci sono più polli di quel che penso&#8230; ma del resto se c&#8217;è chi crede alla catene di S. Antonio, alle Banche che chiedono password con linguaggio da traduttore automatico ed al fatto che Norton sia un buon antivirus, allora non c&#8217;è da stupirsi di niente ormai.</p>
<p>A proposito della firma digitale, vorrei dire loro che esiste GnuPG che è completamente gratuito e non costa 30 euro + 5 euro l&#8217;anno come il programma da loro consigliato e non citato. Forse per saperlo bisogna chiamarli e farsi fare una consulenza?</p>
<p>Insomma, tanto stupore per niente. Ed affidatevi agli investigatori per ben altri motivi che una mail con indirizzo camuffato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Linux in movimento</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2006/05/linux-in-movimento/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 May 2006 12:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[notebook]]></category>

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		<description><![CDATA[Che casino decidere quale notebook comprare. Sono anni ormai che metto da parte i soldi e poi non mi decido mai. Il fatto è che ho bisogno di un notebook sui 1000/1200 euro perfettamente compatibile con linux, soprattutto sulla gestione ventole, scheda video, lan e touchpad, e che non scaldi molto. Se non va il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che casino decidere quale notebook comprare. Sono anni ormai che metto da parte i soldi e poi non mi decido mai. Il fatto è che ho bisogno di un notebook sui 1000/1200 euro perfettamente compatibile con linux, soprattutto sulla gestione ventole, scheda video, lan e touchpad, e che non scaldi molto. Se non va il modem o l&#8217;eventuale lettore card mi interessa poco.<br />
Mi piaciono gli HP, alla fine ne comprerò uno, speriamo bene.<br />
Qualcuno ha suggerimenti?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sosteniamo l&#8217;isola in rete</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2006/03/sostemiano-lisola-in-rete/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Mar 2006 06:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei miei primi indirizzi email lo ho avuto sul server di ECN &#8211; Isole nella rete, che in questi anni ha dato spazio a molte realtà, tra cui il primo sito della Libera Università di Godz e l&#8217;attuale sito del CSA Godzilla. Purtroppo leggo che hanno problemi per mancanza di fondi. Non sono i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei miei primi indirizzi email lo ho avuto sul server di <a href="http://www.ecn.org" title="Vai al sito Isole nella Rete" rel="external">ECN &#8211; Isole nella rete</a>, che in questi anni ha dato spazio a molte realtà, tra cui il primo sito della <a href="http://www.libuniv.org" title="Vai al sito della Libuniv" rel="external">Libera Università di Godz</a> e l&#8217;attuale sito del <a href="http://www.ecn.org/godzilla" title="Vai al sito del CSA Godzilla" rel="external">CSA Godzilla</a>.<br />
Purtroppo leggo che hanno problemi per mancanza di fondi.<br />
Non sono i primi e non saranno gli ultimi ad avere questo tipo di problemi. Offrire servizi in rete costa molto, sia economicamente sia in energie personali, ed il tutto viene svolto in forma volontaria.<br />
Se vuoi collaborare o sostenere <a href="http://www.ecn.org" title="Vai al sito Isole nella Rete" rel="external">Isole nella Rete</a> nel sito trovi tutte le informazioni.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>1984?</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2005/12/1984/</link>
		<comments>http://www.blankreg.net/2005/12/1984/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2005 08:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[dabliutri]]></category>

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		<description><![CDATA[Saremo soggetti al controllo totale? Difficile dirlo, ma la visione delle grandi aziende informatiche non promette niente di buono. Iniziano ad uscire i primi prodotti conformi alle specifiche del Trusted Computer. Sarà possibile comprare prodotti non conformi in futuro? Qui c&#8217;è la lista dei produttori che aderiscono al consorzio Trusted Computer. Ad una prima vista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Saremo soggetti al controllo totale?<br />
Difficile dirlo, ma la visione delle grandi aziende informatiche non promette niente di buono.<br />
Iniziano ad uscire i <a href="http://www.no1984.org/Hardware_TC-compliant" title="Leggi la lista dei prodotti Trusted Computer Compliant" rel="external">primi prodotti</a> conformi alle specifiche del Trusted Computer.</p>
<p>Sarà possibile comprare prodotti non conformi in futuro?<br />
Qui c&#8217;è la <a href="https://www.trustedcomputinggroup.org/about/members/" title="Leggi chi aderisce al consorzio Trusted Computer" rel="external">lista dei produttori</a> che aderiscono al consorzio Trusted Computer. Ad una prima vista qualche grande nome manca, tipo Asus o Apple, ma la vedo dura trovare prodotti non conformi se le cose vanno avanti così.</p>
<p>Nel mio piccolo posso evitare di comprare &#8220;qualsiasi&#8221; prodotto delle marche facenti parte il consorzio. Ed invito tutti a fare altrettanto e diffondere la cosa.</p>
<p>Link di riferimento:</p>
<ul>
<li><a href="http://punto-informatico.it/p.asp?i=56994" title="Leggi un articolo di Punto Informatico" rel="external">Punto Informatico</a></li>
<li><a href="http://www.no1984.org/" title="No 1984" rel="external">No 1984</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I dieci errori di un blogger secondo Nielsen</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2005/10/i-dieci-errori-di-un-blogger-secondo-nielsen/</link>
		<comments>http://www.blankreg.net/2005/10/i-dieci-errori-di-un-blogger-secondo-nielsen/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2005 08:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[web design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blankreg.net/?p=243</guid>
		<description><![CDATA[Jacob Nielsen, uno dei personaggi più influenti sull'<em>usabilità dei siti web</em> fin dai lontani tempi del suo decalogo datato 1996, ha pubblicato il 17 ottobre un articolo in cui descrive i <a href="http://www.useit.com/alertbox/weblogs.html" class="extlink">10 errori principali di un blogger</a>.

Secondo Nielsen questi errori sono:
<ol>
<li><strong>Nessuna informazione sull'autore.</strong></li>
<li><strong>Nessuna foto dell'autore.</strong></li>
<li><strong>Titoli dei post poco descrittivi.</strong></li>
<li><strong>I link non dicono dove vanno.</strong></li>
<li><strong> I post più importanti sono nascosti.</strong></li>
<li><strong>Il calendario è l'unico sistema di navigazione.</strong></li>
<li><strong>Frequenza di pubblicazione irregolare.</strong></li>
<li><strong>Troppi argomenti diversi.</strong></li>
<li><strong>Dimenticare che quello che stai scrivendo lo leggerà anche il tuo futuro capo.</strong></li>
<li><strong>Il dominio del vostro blog appartiene ad un servizio di blogging.</strong></li>
</ol>

Io non sono certo un <em>guru</em> come Nielsen, e questo sito è visitato da pochissime persone, ma voglio ugualmente dire la mia e commentare le affermazioni di Nielsen.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p>Nell&#8217;introduzione al suo decalogo Nielsen ci dice che i weblog sono un tipo di sito diverso dagli altri, dove aspetti normalmente importanti come per esempio il design hanno un importanza minore, soprattutto nei blog fatti come se fossero un &#8220;diario personale&#8221;. Se invece un blog si rivolge a terzi deve rispettare alcune regole di comunicazione e soprattutto non fare quelli che l&#8217;autore considera gli errori principali, senza dire a noi comuni mortali in che modo è arrivato a scegliere questi errori.</p>
<blockquote><p>
To reach new readers and respect your existing readers&#8217; time constraints, test your weblog against the following usability problems.
</p></blockquote>
<p>Vediamo brevemente questi errori.</p>
<p><strong>1. Nessuna informazione sull&#8217;autore</strong></p>
<p>Devo ammettere che su questo punto, che poi come vedremo si riflette in altri <em>errori</em>,  ho opinioni controverse.</p>
<p>In prima battuta sono d&#8217;accordo con Nielsen, dire <em>chi siamo</em> aggiunge un <em>quid</em> al sito e permette di farsi conoscere e far sapere con quale professionalità scriviamo.<br />
Inoltre se è vero che scrivere una biografia ispira maggior fiducia e autorevolezza a quello che si scrive, non facendoci passare per chi scrive <em>di tutto e di più</em> senza magari avere esperienza in materia, è anche vero che in un blog l&#8217;essere anonimi può essere utile per poter parlare liberamente dove non è possibile (come davanti al proprio capo tanto per citare un altro dei dieci errori), per sentirsi liberi di esprimersi oltre la propria timidezza, in sostanza può essere una possibile valvola di sfogo psicologica.</p>
<p>Credo che mettere o non mettere le informazioni su se stessi non sia un errore, ma una scelta del blogger, al limite l&#8217;errore lo fa l&#8217;utente che crede a tutto ciò che legge nei blog senza domandarsi chi sta scrivendo.<br />
Se leggo del sogno di una ragazza o dell&#8217;opinione su un film di qualcuno non vedo dove sta il problema nel conoscere o meno maggiori informazioni riguardo l&#8217;autore. Diverso se qualcuno da consigli professionali su un blog senza dire chi è, pensiamo a possibili consigli medici per esempio. Ma in questo caso l&#8217;errore è anche dell&#8217;utente che da credito a tali consigli.</p>
<p>In pratica il dire &#8220;<em>chi sono</em>&#8221; lo trovo un qualcosa in più nell&#8217;aumentare il credito verso la mia persona, ma non ci trovo niente di male nel non inserire queste informazioni.</p>
<p><strong>2. Nessuna foto dell&#8217;autore</strong></p>
<p>Eh no, qui non sono proprio d&#8217;accordo. Non tutti siamo narcisisti come Nielsen e mantenere una certa decenza nel non farsi vedere non lo trovo un errore.</p>
<p>Nella vecchia versione del mio <a href="http://www.blankreg.net" class="extlink" rel="me" title="Vai al mio sito personale">sito personale</a> avevo messo delle mie foto, nella nuova versione, come in questo sito, no. Non penso che questo influisca sulla mia credibilità e se poi come scrive Nielsen i volti umani si ricordano più dei nomi&#8230; beh, non essere riconosciuto per strada è una libera scelta  <img src='http://www.blankreg.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se a Nielsen piace non vedo perché debba piacere ad altri blogger più o meno famosi. Naturalmente io non corro certo questo rischio.</p>
<p>Mi sembra una cosa non così importante comunque.</p>
<p><strong>3. Titoli dei post poco descrittivi.</strong></p>
<p>Questo è vero, nei blog il titolo di un post è molto importante, ma non tutti e non sempre riescono a trovare un titolo giusto. Qui si entra nella bravura di un blogger. </p>
<p>A volte anche un titolo divertente, considerato un errore da Nielsen, può dare un tono simpatico al blog, ma ci impedisce di capire il contenuto dell&#8217;articolo, e con l&#8217;utilizzo sempre più massiccio dei feed rss può essere un problema in quanto non offre all&#8217;utente un quadro preciso dell&#8217;argomento e del contenuto del post, e non gli fa capire cosa troverà cliccando.</p>
<p>Trovo anche io un pessimo errore inserire titoli TUTTI IN MAIUSCOLO. Sono difficoltosi da leggere e sembrano &#8220;urlati&#8221;.</p>
<p><strong>4. I link non dicono dove vanno.</strong></p>
<p>Questo è vero, molto spesso si vedono link fatti male, come i tanto diffusi &#8220;clicca qui&#8221;, invece un link dovrebbe in qualche modo far capire <em>dove si sta andando</em>. Nielsen dice di usare, quando non è possibile specificare bene il link, l&#8217;attributo <em>title</em> inserendoci l&#8217;URL.</p>
<p>Utilizzare l&#8217;attributo &#8220;title&#8221; è secondo me una cosa giusta, consigliata anche dalle specifiche <acronym title="Web Content Accessibility Guidelines">WCAG</acronym>, ma scrivere in tale attributo l&#8217;URL come consiglia Nielsen non mi sembra il modo corretto di procedere. L&#8217;URL del link si vede normalmente nella barra di stato ed al limite un errore grande, non solo dei blog ma di ogni pagina web, è disabilitare questa feature tramite javascript. Per questo per esempio trovo l&#8217;opzione di Mozilla di impedire la modifica della <em>status bar</em> una caratteristica buona di questo browser.</p>
<p>Di solito preferisco usare l&#8217;attributo &#8220;title&#8221; per mettere una spiegazione del link che si sta per andare a visitare.</p>
<p>Tanto per uscire dall&#8217;argomento &#8220;Nielsen&#8221;, la nuova versione 1.6 di WordPress ha un editor <acronym title="What You See Is What You Get">wysiwyg</acronym> che permette l&#8217;inserimento del tag &#8220;title&#8221; facilmente. Purtroppo nella versione non wysiwyg non c&#8217;è. Questo non mi piace, anche perché ho trovato la versione wysiwyg un po&#8217; difettosa, per esempio nell&#8217;inserimento di liste, nello scrivere codice XHTML corretto. Spero che si aggiunga la possibilità di inserire facilmente l&#8217;attributo &#8220;title&#8221; anche dall&#8217;editor non visuale.<br />
Fine OFF TOPIC <img src='http://www.blankreg.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Update: Ho modificato il file di WordPress per inserire anche il tag &#8220;title&#8221;, ma nella versione ufficiale continua a non esserci.</p>
<p><strong>5. I post più importanti sono nascosti.</strong></p>
<p>Si ok, è vero. Ci sono studi di web design che spiegano questo, e tutti noi che abbiamo realizzato almeno un sito ci preoccupiamo sempre di mettere in evidenza i link che rimandano alle sezioni più importanti.</p>
<p>Ma qui inizio a non capire a cosa si riferisce Nielsen. </p>
<p>I Blog sono altro, come giustamente scrive il più &#8220;usabile&#8221; Maurizio Boscarol (mi perdoni questa affermazione) nella sua <a href="http://www.ecologiadeisitiweb.net/blog/nielsen-i-blog-e-lusabilita" class="extlink" title="Leggi la critica di Boscarol a Nielsen">critica al decalogo di Nielsen</a>, e per loro stessa natura portano a prendere in considerazione il flusso temporale degli articoli e non la loro importanza.</p>
<p>In sintesi, un consiglio esatto posto in un contesto sbagliato.</p>
<p><strong>6. Il calendario è l&#8217;unico sistema di navigazione.</strong></p>
<p>Da una parte questa affermazione si può riallacciare a quella sopra, il calendario è uno strumento utile in un blog per leggere gli articoli e permette di capire l&#8217;evoluzione del pensiero del blogger, come quando si studia un autore filosofico per esempio <img src='http://www.blankreg.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> , ma da un altro lato mettere anche una divisione in argomenti la trovo una cosa essenziale soprattutto per il fatto che gli argomenti (o &#8220;tag&#8221; in alcuni casi) sono un modo per permettere la segnalazione del proprio post in altri siti.<br />
E soprattutto in alcuni siti il periodo temporale è abbastanza esteso e trovare un articoli di proprio interesse diventerebbe quasi impossibile.<br />
Sono d&#8217;accordo con Nielsen anche quando dice che non è bene inserire troppe categorie per un articolo.</p>
<p>In definitiva il &#8220;calendario&#8221; va bene se non è l&#8217;unico sistema di navigazione.</p>
<p><strong>7. Frequenza di pubblicazione irregolare.</strong> </p>
<p>Non tutti siamo blogger di professione, e scriviamo quando ci viene voglia e quando abbiamo tempo, evitando di scrivere sempre e comunque.<br />
E poi se in Italia pubblicassimo in maniera regolare saremmo soggetti alla inutile, dannosa e priva di senso <em>legge sulla stampa</em>.</p>
<p><strong>8. Troppi argomenti diversi.</strong></p>
<p>Commentare questa affermazione dopo aver fatto due blog proprio per diversificare gli argomenti trattati mi sembra superfluo, ma i blog servono anche per esprimere i propri pensieri liberamente e se una persona vuole parlare<em> di tutto e di più</em>  forse si avvicina al concetto di blog più di me o di Nielsen. </p>
<p><strong>9. Dimenticare che quello che stai scrivendo lo leggerà anche il tuo futuro capo.</strong> </p>
<p>Prima dice di mettere nome, foto e biografia, dopo dice di stare attenti a cosa si scrive in Internet. Consiglia di pensare due volte a ciò che si scrive e di non postare se non si vuole che in futuro il proprio capo legga il post.</p>
<blockquote><p>
Think twice before posting. If you don&#8217;t want your future boss to read it, don&#8217;t post.
</p></blockquote>
<p>Allora conviene anche lui che alcune cose è meglio scriverle in modo anonimo?</p>
<p>Non so, lo trovo un modo limitante e contraddittorio di porre la questione. Fin dai tempi delle BBS e delle mie letture su Decoder l&#8217;anonimato in rete è sempre stato considerato uno degli aspetti sociologicamente significativi delle nuove forme di comunicazione, e uno dei motivi di questa scelta era proprio per una maggiore libertà di espressione.</p>
<p>Il bello di un blog forse è proprio lo scrivere non pensando che l&#8217;articolo lo possa leggere il futuro capo.</p>
<p><strong>10. Il dominio del vostro blog appartiene ad un servizio di blogging.</strong></p>
<blockquote><p>Letting somebody else own your name means that they own your destiny on the Internet.</p></blockquote>
<p>Lasciare che qualcuno possieda il tuo nome significa che controllano il tuo destino su internet? Forse si. Come dimostra l&#8217;esempio di Splinder meglio avere un proprio dominio, si evitano cambiamenti o addirittura cancellazioni improvvise del servizio. Adesso poi ci sono offerte di hosting molto vantaggiose e software che permettono di realizzare blog in poco tempo e soprattutto in maniera molto semplice.</p>
<p>Qualcuno potrebbe però obiettare che fare un blog in un sito che offre tale servizio è più semplice e, cosa non da poco per un blog, più visibile.<br />
Questi siti infatti offrono spesso anche la possibilità di entrare in una <em>community</em> e questo rende la cosa diversa dal semplice pubblicare un blog.</p>
<p>Tra l&#8217;altro proprio in questo periodo sto avviando un servizio di questo tipo su <a href="http://www.blog-italia.it/" class="extlink" title="Apri il tuo blog!">Blog Italia</a> con la versione multiuser di WordPress <img src='http://www.blankreg.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Si può essere d&#8217;accordo o no con quelli che Nielsen considera errori, si può discutere se ci sono altri errori più importanti, tra l&#8217;altro l&#8217;autore non ci dice nemmeno in che modo ha stilato questa classifica, ma l&#8217;argomento secondo me non meritava una tale considerazione come vorrebbe farci credere Nielsen, che forse dovrebbe pensare a rendere il suo sito più &#8220;usabile&#8221;, più che a stilare decaloghi.</p>
<p>Naturalmente ho scritto questo articolo senza pensare al fatto che il mio futuro capo possa leggerlo e forse ho peccato di presunzione e di non completezza, ma se non scrivevo qualcosa non rispettavo la periodicità dei post <img src='http://www.blankreg.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Buona usabilità a tutti</p>
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