<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>BlankReg aka Conraid &#187; Memoria</title>
	<atom:link href="http://www.blankreg.net/argomenti/memoria/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.blankreg.net</link>
	<description>Divagazioni semiserie di un webmonster fannullone</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Dec 2011 09:57:14 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<atom:link rel='hub' href='http://www.blankreg.net/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>Ballata per un ferroviere</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2009/12/ballata-per-un-ferroviere/</link>
		<comments>http://www.blankreg.net/2009/12/ballata-per-un-ferroviere/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 23:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blankreg.net/?p=235</guid>
		<description><![CDATA[RICCARDO MANNERINI &#8211; BALLATA PER UN FERROVIERE]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/i7gNjhUh8t4" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/i7gNjhUh8t4" /></object></p>
<p>RICCARDO MANNERINI &#8211; BALLATA PER UN FERROVIERE</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blankreg.net/2009/12/ballata-per-un-ferroviere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Chi controlla il passato controlla il futuro</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2009/12/chi-controlla-il-passato-controlla-il-futuro/</link>
		<comments>http://www.blankreg.net/2009/12/chi-controlla-il-passato-controlla-il-futuro/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 12:57:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[anni 70]]></category>
		<category><![CDATA[piazza fontana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blankreg.net/?p=234</guid>
		<description><![CDATA[Chi controlla il presente controlla il passato Chi controlla il passato controlla il futuro (G. Orwell &#8220;1984&#8243;) Sulle note di una canzone, di cui l&#8217;anno scorso pubblicai il testo, volevo riflettere sul fatto che a 40 anni dalla strage di Piazza Fontana non si sa ancora &#8220;ufficialmente&#8221; chi siano i mandanti, ma ancora più grave [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><br />
Chi controlla il presente controlla il passato<br />
Chi controlla il passato controlla il futuro<br />
(G. Orwell &#8220;1984&#8243;) </em></p>
<p><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/Cg8K6gg4J7A" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Cg8K6gg4J7A" /></object></p>
<p>Sulle note di una canzone, di cui l&#8217;anno scorso <a href="http://www.blankreg.net/2008/12/luna-rossa/" title="Leggi il testo di Luna Rossa">pubblicai il testo</a>, volevo riflettere sul fatto che a 40 anni dalla strage di Piazza Fontana non si sa ancora &#8220;ufficialmente&#8221; chi siano i mandanti, ma ancora più grave secondo me il fatto che nell&#8217;opinione pubblica ci sia un menefreghismo quasi totale.</p>
<p><em>Chi controlla il passato controlla il futuro</em>. Proprio vero. Ormai viviamo in un epoca in cui si viene fatto passare come se fosse normale il <em>ribaltamento della storia</em>, cosa che Orwell spiegò bene nel suo &#8220;1984&#8243;. Ma di quel romanzo ormai ci è arrivato solamente il termine Grande Fratello, fatto diventare un reality di pessimo gusto. Ma per molti purtroppo la storia stessa è un reality da manovrare a proprio piacimento. </p>
<p>E così nascono giorni della memoria per ricordare ed osannare i <em>comportamenti</em> dell&#8217;Italia fascista, nascono <em>casi giudiziari</em> per farci pensare ad altro. E tutti a credere che quel che si è letto fino a giorni prima sia falso o semplicemente mai esistito. C&#8217;è un politico che in anni non sospetti osannava i giudici di tangentopoli, successivamente osannava il nuovo capo ed andava contro gli stessi giudici, adesso ha cambiato nuovamente idea. Ed ha il coraggio di chiamare questo comportamento &#8220;coerenza&#8221;.<br />
E di esempi ne potremmo fare a migliaia.</p>
<p>E&#8217; vero che la storia la fanno i vincitori, ma qui non si tratta di fare la storia. I vincitori occulti stanno azzerando e ribaltando ogni memoria.</p>
<p>Qualche link per riflettere:<br />
<a href="http://antonella.beccaria.org/" rel="external" title="[link esterno]">http://antonella.beccaria.org/</a><br />
<a href="http://isole.ecn.org/ponte/fontana/doss12.php" rel="external" title="[link esterno]">http://isole.ecn.org/ponte/fontana/doss12.php</a><br />
<a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=1FEDBA097DCB674F&#038;search_query=la+storia+siamo+noi+fontana" rel="external" title="[link esterno]">http://www.youtube.com/view_play_list?p=1FEDBA097DCB674F&#038;search_query=la+storia+siamo+noi+fontana</a></p>
<p>Ma in rete si trovano tantissimi altri link, per fortuna in rete la memoria rimane&#8230; chissà per quanto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blankreg.net/2009/12/chi-controlla-il-passato-controlla-il-futuro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ballata del piccolo An</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2009/09/ballata-del-piccolo-an/</link>
		<comments>http://www.blankreg.net/2009/09/ballata-del-piccolo-an/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 17:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blankreg.net/?p=231</guid>
		<description><![CDATA[<em>Il piccolo An ci ha dato la vita
è morto gridando « viva lo zio Ho »</em>

<object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/s3bUm8AuAXg" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/s3bUm8AuAXg" /></object>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/s3bUm8AuAXg" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/s3bUm8AuAXg" /></object></p>
<p>O Cheu io vorrei che tu fossi qui<br />
con me a gioire degli ilang in fiore<br />
con me a sentire cantar le campane<br />
ma tu sei lontano nel Nord Vietnam.</p>
<p>È marzo a Kam-Tho ed è poesia<br />
la nostra poesia ma io non ho pace<br />
la nostra Kam-Tho dai viali di sao<br />
è stretta tra maglie di ferro nemico.</p>
<p>Ma un giorno il viale dei fiori di ilang<br />
avrà nome viale del piccolo An.</p>
<p>O Cheu anche noi nel Sud si combatte<br />
e nel nostro cuore c&#8217;è un solo Vietnam<br />
il nostro Vietnam per lui si resiste<br />
per lui è morto il piccolo An.</p>
<p>Due salti un sorriso è pieno di vita<br />
è ricco di gioia il piccolo An<br />
sul braccio la giacca e due bombe a mano<br />
è già un partigiano il piccolo An.</p>
<p>Ma un giorno il viale dei fiori di ilang<br />
avrà nome viale del piccolo An.</p>
<p>Ma ecco il nemico rastrella la strada<br />
e se ci sorprende per noi è finita<br />
ma in fondo alla via c&#8217;è il piccolo An<br />
che scappa e grida « c&#8217;è la polizia ».</p>
<p>O piccolo An sei scaltro e veloce<br />
assai più veloce di quei mercenari<br />
il branco s&#8217;affanna t&#8217;insegue feroce<br />
cosi tu ci salvi da quei sanguinari.</p>
<p>E un giorno il viale dei fiori di ilang<br />
avrà nome viale del piccolo An.<br />
dei fiori di ilang<br />
avrà nome viale del piccolo An.</p>
<p>Tu piccolo An sei in un vicolo cieco<br />
e l&#8217;occhio riluce nel viso un po&#8217; bianco<br />
tu prendi una bomba sorridi sereno<br />
e quindi la lanci nel mezzo del branco.</p>
<p>Lo scoppio il silenzio e poi l&#8217;altra bomba<br />
sui volti assassini c&#8217;è solo il terrore<br />
terrore e sgomento negli occhi velati<br />
tu fissi quegli occhi con freddo furore.</p>
<p>E un giorno il viale dei fiori di ilang<br />
avrà nome viale del piccolo An.</p>
<p>Il piccolo An ci ha dato la vita<br />
è morto gridando « viva lo zio Ho »<br />
siam pazzi di rabbia di puro dolore<br />
e il fuoco più rosso ci brucia nel cuore.</p>
<p>O Cheu verrà marzo una primavera<br />
la nostra poesia allora sarà<br />
Kam-Tho liberata cogli alberi in fiore<br />
col dolce profumo dei fiori di ilang.</p>
<p>Da oggi il viale dei fiori di ilang<br />
ha il nome di viale del piccolo An.<br />
Da oggi il viale dei fiori di ilang<br />
ha il nome di viale del piccolo An.</p>
<p><em>Ivan della Mea &#8211; 1974</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blankreg.net/2009/09/ballata-del-piccolo-an/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Hasta luego Fidel</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2009/08/hasta-luego-fidel/</link>
		<comments>http://www.blankreg.net/2009/08/hasta-luego-fidel/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 12:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blankreg.net/?p=229</guid>
		<description><![CDATA[Tanti auguri Fidel

<object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/YemqqhwofQk" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YemqqhwofQk" /></object>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanti auguri Fidel</p>
<p><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/YemqqhwofQk" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YemqqhwofQk" /></object></p>
<p><strong><br />
Creare due tre molti Vietnam</strong></p>
<p>A chi mi aspetta in buona o mala fede<br />
a chi mi chiede «A Cuba cos&#8217;hai visto?»<br />
risponderò<br />
«La rivoluzione».</p>
<p>Amico ho visto la rivoluzione<br />
da L&#8217;Avana a Santiago nella gente<br />
giorno per giorno la rivoluzione<br />
uomo per uomo la rivoluzione<br />
come lotta continua nel presente.</p>
<p>A chi mi aspetta in buona o mala fede<br />
a chi mi chiede «Fidel tu l&#8217;hai visto?»<br />
risponderò<br />
«Amico si l&#8217;ho visto<br />
sette milioni ho visto di Fidel<br />
da L&#8217;Avana a Santiago nella gente<br />
giorno per giorno sempre con Fidel<br />
uomo per uomo sempre con Fidel<br />
nella lotta continua col presente»</p>
<p>A chi mi aspetta in buona o mala fede<br />
a chi mi chiede «Fidel ti ha parlato»<br />
io urlerò<br />
«Cuba mi ha parlato».</p>
<p>Il dovere del rivoluzionario<br />
è solo fare la rivoluzione<br />
e sola via è la lotta armata<br />
è la guerriglia nel Vietnam<br />
come in Bolivia come nel Vietnam.</p>
<p>A chi aspetta in sola malafede<br />
e ancora chiede «Fidel ti ha parlato»<br />
io urlerò<br />
«Cuba mi ha parlato»<br />
io urlerò<br />
«Cuba mi ha parlato».</p>
<p>Creare due tre molti Vietnam<br />
Creare due tre molti Vietnam<br />
Creare due tre molti Vietnam.</p>
<p>Anche di te Cuba mi ha parlato<br />
anche per te Cuba mi ha parlato<br />
contro di te Cuba mi ha parlato<br />
è nella tua fabbrica il tuo Vietnam<br />
nel tuo padrone il tuo Vietnam<br />
nella tua scuola il tuo Vietnam<br />
nella carica della polizia il tuo Vietnam.</p>
<p>Creare due tre molti Vietnam<br />
Creare due tre molti Vietnam<br />
Creare due tre molti Vietnam.</p>
<p>Giorno per giorno sei nel Vietnam<br />
ora per ora sei nel Vietnam<br />
contro di te Cuba mi ha parlato<br />
contro di te Cuba mi ha parlato<br />
contro di te Cuba mi ha parlato.</p>
<p>Creare due tre molti Vietnam<br />
Creare due tre molti Vietnam<br />
Creare due tre molti Vietnam.</p>
<p><em>Ivan della Mea</em></p>
<p>Fonte:</p>
<p>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=112</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blankreg.net/2009/08/hasta-luego-fidel/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>i cccp non ci sono più&#8230;</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2009/07/i-cccp-non-ci-sono-piu/</link>
		<comments>http://www.blankreg.net/2009/07/i-cccp-non-ci-sono-piu/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 09:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[CCCP]]></category>
		<category><![CDATA[ferretti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blankreg.net/?p=226</guid>
		<description><![CDATA[&#8230;i cccp non ci sono più da un bel po&#8217; Così canta Vasco Brondi &#8211; Le luci della centrale elettrica &#8211; nella sua &#8220;La gigantesca scritta COOP&#8221;. I CCCP non esistono più da molto tempo, forse da prima che si formassero i CSI, ma Giovanni Lindo Ferretti esiste sempre, e non smette di &#8220;stupire&#8221; nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8230;i cccp non ci sono più da un bel po&#8217;</p></blockquote>
<p>Così canta Vasco Brondi &#8211; <a href="http://www.leluci.net" title="[link esterno] - Vai al sito de Le luci della centrale elettrica" rel="external">Le luci della centrale elettrica</a> &#8211; nella sua &#8220;La gigantesca scritta COOP&#8221;.</p>
<p><img src="http://www.blankreg.net/wp-content/uploads/6767-200x300.jpg" alt="I turbamenti di Lindo" title="6767" width="200" height="300" class="alignleft" />I CCCP non esistono più da molto tempo, forse da prima che si formassero i CSI, ma Giovanni Lindo Ferretti esiste sempre, e non smette di &#8220;stupire&#8221; nella sua conversione religiosa. </p>
<p>Non voglio tornare sulla questione, <a href="http://www.blankreg.net/2006/11/grande-e-la-confusione/" title="Leggi il post Grande è la confusione">di cui parlai già tempo fa</a>, ma voglio parlare di  una <a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/07/articolo/1108/" title="[link esterno] - Leggi l&#039;intervista di Daniale Preziosi a Giovanni Lindo Ferretti" rel="external">intervista a cura di Daniela Preziosi</a>, uscita due giorni fa sul manifesto.<br />
Intervista in cui Ferretti non dice niente di nuovo rispetto a ciò che va pontificando in giro da anni, ma forse scioglie anche l&#8217;ultimo dubbio di alcuni vecchi fans. In questa intervista infatti l&#8217;intervistatrice domanda al &#8220;figliol prodigo&#8221; se <strong> l&#8217;attuale conversione religiosa sia l&#8217;ultima &#8220;provocazione punk&#8221;</strong>. Ratzinger come l&#8217;URSS ed il PCI, ortodossie da sbeffeggiare.</p>
<p>Al di la della risposta di Ferretti, come sempre in preda ai suoi &#8220;deliri mistici&#8221;, questa teoria purtroppo è completamente sballata. La conversazione di Ferretti è reale, forse troppo seria per sembrare vera e da qui il legittimo dubbio dell&#8217;intervistatrice. Ed è proprio questa troppa serietà che suscita sconcerto nei vecchi fans, ma da qui a pensare che sia solo una provocazione punk ce ne corre.<br />
Se l&#8217;ortodossia di allora ha lasciato una intera generazione a domandarsi quanto fosse vera, quella di oggi non lascia dubbi. Come dice Ferretti &#8220;<strong>l’amore per l’Urss e l’ortodossia diventò amore per la Russia e l’ortodossia cristiana</strong>&#8220;. Qui da noi in toscana si dice che &#8220;c&#8217;ha la botta&#8221;&#8230; e bella forte.</p>
<p>Nel frattempo&#8230; <em>Io attendo allucinato la situazione estrema</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blankreg.net/2009/07/i-cccp-non-ci-sono-piu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una canzone per Giorgiana</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2009/05/una-canzone-per-giorgiana/</link>
		<comments>http://www.blankreg.net/2009/05/una-canzone-per-giorgiana/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 23:09:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blankreg.net/?p=218</guid>
		<description><![CDATA[&#8230;e poi primavera e qualcosa cambiò, qualcuno moriva e su un ponte lasciò, lasciò i suoi vent&#8217;anni e qualcosa di più&#8230; Riferimenti esterni: http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgiana_Masi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8230;e poi primavera e qualcosa cambiò, qualcuno moriva e su un ponte lasciò, lasciò i suoi vent&#8217;anni e qualcosa di più&#8230;</p></blockquote>
<p><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/MfrpekLZ568" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MfrpekLZ568" /></object></p>
<p>Riferimenti esterni:<br />
<a title="[link esterno] Leggi la pagina di Wikipedia dedicata a Giorgiana Masi" rel="external" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgiana_Masi">http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgiana_Masi</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blankreg.net/2009/05/una-canzone-per-giorgiana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Spegnete la luce pensava Ulrike</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2009/05/spegnete-la-luce-pensava-ulrike/</link>
		<comments>http://www.blankreg.net/2009/05/spegnete-la-luce-pensava-ulrike/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 13:42:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blankreg.net/?p=217</guid>
		<description><![CDATA[<object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/nWA7AUv2s_4" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nWA7AUv2s_4" /></object>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/nWA7AUv2s_4" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nWA7AUv2s_4" /></object></p>
<p><b>INCUBO NUMERO ZERO</b></p>
<p>Il giorno di solito comincia sporco<br />
come l’inchiostro del nostro giornale<br />
scritto sui bianchi muri delle prigioni della repubblica<br />
federale.<br />
Che giorno per giorno avanzando tranquille<br />
son quasi davanti alla tua finestra<br />
con un corteo di stesse e scintille e i tamburini la banda<br />
l’orchestra.<br />
Spegnete la luce pensava Ulrike<br />
che la foresta più nera è vicina,<br />
ma oggi la luna ha una faccia da strega<br />
e il sole ha lasciato i suoi raggi in cantina.<br />
Spegnete la luce pensava Ulrike<br />
che la foresta più nera è vicina,<br />
ma un jumbojet scrive “viva il lavoro”<br />
col sangue, nel cielo di questa mattina.</p>
<p>Con un megafono su un autobus rosso<br />
un Cristo uscito dal Circo Togni<br />
comincia un comizio con queste parole<br />
“disoccupate le strade, dai sogni,<br />
disoccupate le strade dai sogni<br />
sono ingombranti, inutili, vivi<br />
i topi e i rifiuti siano tratti in arresto<br />
decentreremo il formaggio e gli archivi.<br />
Disoccupate le strade dai sogni,<br />
per contenerli in un modo migliore,<br />
possiamo fornirvi fotocopie d’assegno,<br />
un portamonete, un falso diploma, una ventiquattrore.<br />
Disoccupate le strade dai sogni,<br />
ed arruolatevi nella polizia,<br />
ci sarà bisogno di partecipare<br />
ed è questo il modo<br />
al nostro progetto di democrazia.<br />
Disoccupate le strade dai sogni<br />
e continuate a pagare l’affitto<br />
ed ogni carogna che abbia altri bisogni<br />
dalla mia immensa bontà sia trafitto.<br />
Da oggi è vietata la masturbazione<br />
lambro e lambrusco vestiti di nero<br />
apriranno le liste di disoccupazione<br />
chiudendo poi quelle del cimitero,<br />
e poi, e poi,<br />
poi costruiremo dei grandi ospedali,<br />
i carabinieri saranno più buoni,<br />
l’assistenza forzata e gratuita per tutta la vita<br />
e un vitto migliore nelle nostre prigioni.<br />
Disoccupate le strade dai sogni<br />
e regalateci le vostre parole,<br />
che non vi si scopra nascosti a fare l’amore<br />
i criminali siano illuminati dal sole.<br />
Disoccupate le strade dai sogni,<br />
disoccupate, disoccupate.<br />
Disoccupate le strade dai sogni,<br />
disoccupate, disoccupate.<br />
Disoccupate le strade dai sogni,<br />
disoccupate, disoccupate.<br />
Disoccupate le strade dai sogni,<br />
disoccupate, disoccupate … ”</p>
<p>A questo punto arriva un trombone<br />
cammina col culo però sembra alto<br />
intona commosso una strana canzone<br />
il Cristo la canta e mi è addosso, in un salto.<br />
“Disoccupate le strade dai sogni<br />
non ci sarà posto per la fantasia<br />
nel paradiso pulito operoso<br />
della nostra nuova socialdemocrazia.”</p>
<p>A questo punto mi butto dal cielo mi butto dal letto<br />
e do un bacio in bocca a un orribile orco<br />
e lecco l’inchiostro, lecco l’inchiostro, del nostro giornale.</p>
<p>E’ vero che il giorno sapeva di sporco<br />
E’ vero che il giorno sapeva di sporco<br />
E’ vero che il giorno sapeva di sporco<br />
E’ vero che il giorno sapeva di sporco</p>
<p><em>Claudio Lolli &#8211; 1977</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blankreg.net/2009/05/spegnete-la-luce-pensava-ulrike/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Saluto a pugno chiuso a tutti i non lavoratori</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2009/05/saluto-a-pugno-chiuso-a-tutti-i-non-lavoratori/</link>
		<comments>http://www.blankreg.net/2009/05/saluto-a-pugno-chiuso-a-tutti-i-non-lavoratori/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 23:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[non lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[primo maggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blankreg.net/?p=212</guid>
		<description><![CDATA[Saluto a pugno chiuso a tutti i <em>non lavoratori</em> per il giorno di lotta del primo maggio

<object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/0Bcp4mFyNQ4" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0Bcp4mFyNQ4" /></object>

Di seguito i testi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/0Bcp4mFyNQ4" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0Bcp4mFyNQ4" /></object></p>
<p><strong>Lavorare con lentezza</strong></p>
<p>Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo<br />
chi è veloce si fa male e finisce in ospedale<br />
in ospedale non c&#8217;è posto e si può morire presto</p>
<p>Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo<br />
la salute non ha prezzo, quindi rallentare il ritmo<br />
pausa pausa ritmo lento, pausa pausa ritmo lento</p>
<p>sempre fuori dal motore, vivere a rallentatore</p>
<p>Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo<br />
ti saluto ti saluto, <strong>ti saluto a pugno chiuso</strong><br />
nel mio pugno c&#8217;è la lotta contro la nocività</p>
<p>Lavorare con lentezza senza fare alquno sforzo</p>
<p>Lavorare con lentezza<br />
Lavorare con lentezza<br />
Lavorare con lentezza<br />
Lavorare con lentezza<br />
Lavorare con lentezza</p>
<p><strong>Tengo na voglia e fa niente</strong></p>
<p>Tengo na voglia<br />
na voglia<br />
e fa&#8230; niente!<br />
Comm&#8217;o sole dint&#8217;a capa,<br />
m&#8217;è trasuta a pensata<br />
e s&#8217;incontro pa&#8217; via,<br />
chi ha inventato a fatica<br />
io, ti giuro, l&#8217;accido, pecchè<br />
tengo na voglia<br />
na voglia<br />
e fa&#8230; niente!<br />
Si a fatica era &#8216;bbona,<br />
m&#8217;ha cunsigliato o&#8217; dottore,<br />
si a fatica era &#8216;bbona<br />
nun pregavano i preti<br />
benedizione alla fatica<br />
e a chi la vuole.<br />
Tengo na voglia<br />
na voglia<br />
e fa&#8230; niente!<br />
Chi m&#8217;ha mis&#8217;in catena,<br />
passa a vita in vacanza,<br />
io fatico e fatico<br />
e passo pure da stronzo:<br />
vaffanculo alla fatica<br />
e a chi la vuole.<br />
Tengo na voglia<br />
na voglia<br />
e fa&#8230; niente!<br />
La fatica è onore,<br />
ma si ta scansi, meglio ancora!<br />
Beato chi, cumm&#8217;è, sa riesce a scansà!<br />
Tengo na voglia<br />
na voglia<br />
e fa&#8230; niente!</p>
<p><em>Enzo Del Re, &#8220;Il banditore&#8221;, 1974</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blankreg.net/2009/05/saluto-a-pugno-chiuso-a-tutti-i-non-lavoratori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bella Ciao</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2009/04/bella-ciao/</link>
		<comments>http://www.blankreg.net/2009/04/bella-ciao/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 10:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[armata rossa]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blankreg.net/?p=210</guid>
		<description><![CDATA[<object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/QfdJ2WO8Pvg" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QfdJ2WO8Pvg" /></object>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/QfdJ2WO8Pvg" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QfdJ2WO8Pvg" /></object></p>
<p>Stamattina mi sono alzato<br />
o bella ciao bella ciao<br />
bella ciao ciao ciao<br />
stamattina mi sono alzato<br />
e ci ho trovato l&#8217;invasor.</p>
<p>Partigiano, portami via<br />
o bella ciao bella ciao<br />
bella ciao ciao ciao<br />
partigiano, portami via<br />
che mi sento di morir.</p>
<p>Se muoio da partigiano<br />
o bella ciao bella ciao<br />
bella ciao ciao ciao<br />
se muoio da partigiano<br />
tu mi devi seppellir.</p>
<p>Seppellire sulla montagna<br />
o bella ciao bella ciao<br />
bella ciao ciao ciao<br />
seppellire sulla montagna<br />
sotto l&#8217;ombra di un bel fior.</p>
<p>E le genti che passeranno<br />
o bella ciao bella ciao<br />
bella ciao ciao ciao<br />
e le genti che passeranno<br />
mi diranno: che che bel fior!</p>
<p>Questo il fiore del partigiano<br />
o bella ciao bella ciao<br />
bella ciao ciao ciao<br />
questo il fiore del partigiano<br />
morto per la libertà</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blankreg.net/2009/04/bella-ciao/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Via 8 febbraio? No: “via 7 aprile”.</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2009/04/via-8-febbraio-no-%e2%80%9cvia-7-aprile%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://www.blankreg.net/2009/04/via-8-febbraio-no-%e2%80%9cvia-7-aprile%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 11:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blankreg.net/?p=207</guid>
		<description><![CDATA[Visto che nemmeno il Manifesto sembra ricordarsi di questa ricorrenza, voglio pubblicare un "inedito" di Toni Negri, uno degli accusati al processo del 7 aprile.

Di seguito il testo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via 8 febbraio? No: “via 7 aprile”. Ci fu un professore dell’ateneo padovano che la propose subito, all’indomani degli arresti, questa modificazione della toponomastica cittadina…Non se n’è ancora fatto nulla, ma ormai i tempi sono maturi.</p>
<p>Il 7 aprile 1979 cominciò un&#8217;affaire giudiziario improbabile. Da subito apparve ai più una cosa improvvisata e, sempre di più, malamente raffazzonata. Persino il modo nel quale si sviluppò la grande retata di quella mattina fu del tutto confuso. Prima di arrestarmi, ad esempio, la polizia che era arrivata “per una perquisizione” alle 10 del mattino ( e non alle 5 come aveva sempre fatto nei mesi precedenti), molto poco convinta di quel che faceva, attese fino alle 13 per mostrarmi il mandato di cattura. L’imbarazzato commissario per un paio d’ore telefonò in giro per tutt’Italia (lo faceva dal mio telefono e io assurdamente pensavo alla bolletta…) per sapere quel che doveva fare. Cose analoghe mi hanno raccontato altri arrestati. Di fatto, Fais e Calogero (i due procuratori di Padova) non erano pronti, ma da Roma, Gallucci e Vitalone li avevano sollecitati a far presto, comunque andasse: bisognava far molto nuovo rumore, un vero fragore (“scoperti ed arrestati gli assassini di Moro”) perché non si udisse risonare il fracasso che aveva fatto l’assassinio Pecorella, qualche settimana prima. Si avvicinavano inoltre le elezioni e bisognava – consuetudine repubblicana – arrestare qualche grosso criminale: la “certezza della pena” ha varianti diverse, ma sempre elettoralmente utili. Così, l‘improbabile tesi accusatoria Calogero (“essere l’autonomia una O che controllava e dirigeva i movimenti sociali, quelli operai e quelli armati”) fu messa in scena. Come su un tavolo da poker si faceva una giocata che poteva esser magica o svelarsi un bluff: fu la seconda alternativa a realizzarsi.</p>
<p>Che l’operazione “7 aprile” fosse, giuridicamente, un’indecente invenzione e, politicamente,  una precaria operazione repressiva, non significa che non fosse stata preparata da lungo tempo. Almeno dal ‘68, forse molto prima. Comunque, con decisione, dopo Piazza Fontana, i Servizi avevano infatti costruito il sordido progetto degli “opposti estremismi”. Che cosa significava? Che loro mettevano le bombe e poi sui movimenti extra-parlamentari doveva ricaderne la colpa. Con gli anarchici ci avevano già provato dopo Piazza Fontana, ma ormai non si poteva più ripetere con loro quello che, da almeno un secolo le polizie europee ed americane si erano abituate a fare: gli anarchici erano ormai protetti da universale compassione e generale simpatia per poter ancora esser considerati colpevoli: era il frutto lontano di Sacco e Vanzetti, il sacrificio prossimo di Pinelli. E allora &#8211; decidono i Servizi &#8211; il capro espiatorio sarà autonomo. Poveri untorelli! Non avevano davvero compreso quanto forte e onesta potesse essere l’autonomia studentesca, proletaria ed operaia.</p>
<p>Ne sanno qualcosa i funzionari del PCI che si misero a disposizione, cuore e cervello, dell’operazione repressiva. Che cosa ne rimane di questi disgraziati? Infamia e disonore, gli si sono appiccicati alla pelle, si portano dietro quella responsabilità trasformata in figura di tradimento. Oggi forse cominciano a capire: han perso il pelo ed anche il vizio nella rincorsa del potere e dei suoi compromessi, son diventati nulla e l’odio dei traditi li perseguita. D’altra parte, quanto era stata maldestra ed imprevidente la collaborazione offerta! Con quale vergognosa manovalanza di provocatori, essi erano stati costretti ad agire! C’era di tutto, infatti, in quella banda di accusatori dell’autonomia: da giovani romanzieri affascinati da spengleriani tramonti dell’Occidente a filosofi discepoli di Evola; da poliziotti addestrati al terrorismo nel Sud-Tirolo a giovani neofascisti organizzati per l’infiltrazione, la provocazione ed il terrore nelle legioni anti-comuniste di Gladio; da qualche debole propagandista del post-moderno e certi professori di storia di nobili ascendenze staliniste; dai giovani apprendisti nelle federazioni venete del PCI fino a un nugolo di giornalisti prezzolati, a cui largamente si offrivano, e nel caso anticipatamente, notizie, informazioni riservate, schemi di interpretazione, verbali di interrogatorio, intercettazioni telefoniche, frequenza nelle anticamere delle Procure, modelli di mistificazione delle notizie e della storia, ecc… . E, soprattutto, bugie: carognesche e diffamanti – ricordo una mia foto con il terrorista Carlos all’aeroporto di Algeri, che era, ovviamente, un grossolano fotomontaggio; ricordo pseudo-documenti che pretendevano di provare l’addestramento di Luciano Ferrari Bravo, di Ferruccio Gambino, di Sergio Bologna e di Nanni Balestrini (oltre che mio), in diversi campi oltre la cortina di ferro, ricordo il disco della mia voce presentato al pubblico come voce dell’assassino di Moro, in allegato ad un noto settimanale. Tutte balle, aspetto ancora scuse.<br />
In mezzo a tutto ciò, Pietro Calogero. Messo al lavoro senza che ci capisse nulla. Grottesca l’accusa, pietoso l’accusatore: in quattro anni e mezzo di carcerazione preventiva l’ho visto due volte. La prima, il 10 aprile nella Questura di Padova, dopo che ero stato arrestato, mi lesse il mandato di accusa e quando, incredulo, gli risi in faccia, mi mandò via; la seconda volta quando, nel giugno del 1983, mentre io stavo aspettando i risultati dell’elezione che mi avrebbe portato in Parlamento, venne a trovarmi (penso per rovinarmi la giornata…) nel carcere di Rebibbia, ed io lo mandai via. Si sentiva comunque portatore di una verità rivelata. In un primo tempo convinto, poi dubbioso. Tabaccomane sempre. Almeno questo ci accomunava. Era vezzeggiato dai suoi compari, adulato dai politici, assunto al ruolo di “salvatore della patria”. Eravamo stati arrestati da due giorni e il Presidente della Repubblica, l’ineffabile Pertini, gli mandò un telegramma di congratulazioni. Secondo i codici e la Costituzione, noi dovevamo, come minimo, essere considerati “criminali presunti”, no  invece, Pertini era talmente convinto del contrario che da allora continuò a considerare il processo “7 aprile” essenziale per lo sviluppo della civiltà giuridica in Italia e, subordinatamente, non nascose di ritenermi “persona che Lombroso avrebbe definito un delinquente nato” – come riporta in quegli anni un noto giornale in un articolo che ho ritagliato e che ancor oggi mi suscita nausea. Immaginate allora fino a che punto il procuratore Calogero, “salvatore della patria”, possa esser stato stregato da questa illuminazione scientifica di un “padre della patria”.</p>
<p>Quanto all’università di Padova, il comportamento del Rettorato fu semplicemente ignobile. Per comprenderlo, bisogna risalire a un dato essenziale: il ‘68 italiano è durato dieci anni. Esplode nel ‘68, ma si svolge, appunto, in dieci anni. Ora, a Padova, negli ambienti culturali ed universitari, il maggio francese era stato risentito pochissimo. Quello che nel ‘68 si forma (i vari gruppi politici studenteschi), piuttosto che verso l’università, va immediatamente ad articolarsi e a confondersi con la trasformazione industriale e la modernizzazione culturale di questo nostro territorio. In nessun luogo d’Italia, il ‘68 ha avuto degli effetti così radicali – culturali, politici e produttivi &#8211; sulla composizione di una società fino a quel momento terribilmente arretrata, dominata da élites democristiane, forse meno brutali di quelle leghiste attuali, ma certo ancor più reazionarie. Il ‘68 ruppe questa scorza, modificò non solo la cultura ma l’antropologia dei veneti. Quando, poi, negli anni ‘70, i nuovi movimenti sociali si fecero sentire all’interno dell’università, la classe accademica (in gran parte partecipe delle vecchie tradizioni reazionarie ed accomodata ad una soddisfatta condizione insieme aristocratica ed imprenditoriale) fu semplicemente terrorizzata. Era una classe dirigente ancora scioccata dalla tragedia del Vajont di cui era stata scientificamente ed imprenditorialmente responsabile e da cui era stata penalmente (ma con quanta fatica!) assolta. Una classe accademica invecchiata ed isolata, anche nella città. Gli altri due poli del potere padovano, infatti, il vescovado e i ceti commerciali ed industriali, la consideravano ormai – così come meritava – una inutile sopravvivenza finanziaria e simbolica, un gruppo parassitario dal punto di vista industriale, un gruppo barocco dal punto di vista culturale. Negli anni successivi, l’università di Padova sarà disgregata dai poteri forti e distribuita sul territorio veneto all’inseguimento dell’industria diffusa.</p>
<p>Dunque: quando, così come un decennio prima era avvenuto a Roma o a Torino, a Milano o a Bologna, o già a Parigi e Berlino, qualche intemperanza degli studenti fece male, la reazione fu abnorme e terrorizzata, durissima, fuori misura: espressione di gruppi che vivevano, nell’università, assediati come in un piccolo Cremlino. Che cosa potevano fare allora questi accademici, che capivano davvero poco di quel che stava avvenendo? Produssero l’interpretazione che Angelo Ventura offrì, a disonore dell’onorevole storia della Patavina Libertas. In apertura dell’anno accademico, alla presenza di Pertini, Angelo Ventura lesse in effetti l’atto d’accusa di Calogero nei confronti degli arrestati del “7 aprile” come prolusione agli anni prossimi venturi. La “Rivista Storica Italiana”, auspice Leo Valiani, pubblicò quella prolusione. Com’era possibile che ciò avvenisse dalla cattedra dalla quale Concetto Marchesi aveva proclamato l’inizio della Resistenza nel Nord Italia? Com’era possibile che la “Rivista Storica Italiana” pubblicasse un testo non solo falso dal principio alla fine, ma ignobile nelle sue finalità repressive quanto settario nella sua proposta politica ?<br />
Ed ancora:com’è possibile che – in spregio della verità, di un’innocenza del tutto evidente, in una situazione per lo meno politicamente dubbia – la totalità della grande stampa si esponesse talmente a favore della colpevolezza degli arrestati nel caso “7 aprile”? Del Corriere della Sera si sa bene che in quel momento era divenuto proprietà della Loggia P2. La Repubblica ebbe, di contro, un comportamento emblematico. Di fronte ad un’operazione (quella del “compromesso storico”) che sosteneva, il giornale sviluppò – pur nella piena consapevolezza dell’assurdità del caso “7 aprile” – due linee. La prima che, con perfetta ipocrisia, giustificava (non senza una certa pietas) l’operazione “7 aprile” con le ragioni dello Stato: questo fu Eugenio Scalfari. Giorgio Bocca, invece, giocò alla commiserazione ironica: siete innocenti, ma perché sfidare la ragion di Stato in tal misura?<br />
C’è da aggiungere che, all’interno dell’università, molti professori dubitarono e spesso lottarono contro questa tremenda vocazione accademica alla repressione. Il mio ricordo grato e caro va a quel professore di glottologia che distrusse, a fronte dei funzionari della Central Intelligence Agency, la prova acustica che mi faceva autore della telefonata nella quale si avvisava la signora Moro della morte del marito. Alcuni de PCI padovano furono complici, nel caso, della CIA. Per non parlare di qualche egregio linguista italiano, sempre legato al PCI, che pur mise la mano sul fuoco per garantire con accademica certezza ciò che si sarebbe rivelato solamente falso.<br />
Il mio ricordo carissimo va anche a molti giornalisti, dei grandi e dei piccoli giornali, e soprattutto della RAI, che si opposero con continuità ed enorme generosità alla montatura del “7 aprile”</p>
<p>Un mese dopo l’arresto circa, mi ritrovai con Luciano Ferrari Bravo a Rebibbia, nei quartieri speciali di quel ridente carcere. Luciano mi disse, appena ci trovammo: ”ma questi son proprio matti!”. Io replicai: ”senz’altro, ma qui, a partire dall’infamia e dal bordello dell’operazione, non ce la caviamo prima di quattro o cinque anni”. Così in effetti andò. Gli arrestati del “7 aprile” – messi tutti insieme &#8211;  fecero circa 300 anni di carcerazione preventiva, uscendone totalmente assolti nella stragrande maggioranza dei casi – e parlo solo di quelli arrestati il 7 aprile e non di quelli arrestati più tardi e pure assolti, in marzo, in dicembre, ecc. Pecchioli, ministro (ombra) dell’Interno del PCI, Tarsitano, l’avvocato d’assalto di quel partito, Iblio Paolucci, il giornalista falsario dell’Unità – ecco tre tipi che una criminologia un po’ più moderna e un po’ meno selvaggia di quella ottocentesca e positivista (consona al sentire di Pertini) potrebbe descrivere come forme di delinquenza nella società della comunicazione del ventesimo secolo.</p>
<p>Ma contro che cosa, in realtà, si battevano questi signori? In primo luogo contro un istituto universitario: l’istituto di scienze politiche di Padova. Quasi tutti i suoi professori furono arrestati quel 7 aprile – costituivano un’associazione sovversiva ed una banda armata. Eppure quell’istituto è stato l’esempio di una didattica aperta e un laboratorio eccezionale di produzione scientifica. Conosciuto dalle grandi istituzioni straniere e dalle grandi case editrici europee ed americane, l’istituto aveva costruito un modello di “insegnamento partecipato” e sviluppato una serie di inchieste sulle trasformazioni sociali e politiche in Italia e in Europa, sui problemi del sud e sull’emigrazione, sulla sociologia industriale e sindacale. Bene &#8211; si dissero i pochi complici universitari di Calogero – questo sta fuori dai canoni dell’atarassia accademica e va tolto di mezzo. Oggi, dopo trent’anni, le ricerche  dell’istituto padovano di allora sono ancora assunte come base di metodo e di scienza in molte delle grandi università globalizzate. E se a noi non piace confrontarci né con Galileo né con Giordano Bruno – per non parlare che di gente infelicemente passata tra noi veneti – dobbiamo riconoscere con umiltà di starci in mezzo a quel che conobbero e a quel che soffrirono.<br />
In secondo luogo andava distrutta la capacità dei gruppi di studenti e di professori delle Facoltà padovane in rivolta di collegarsi alle lotte della classe operaia. Prima del 7 aprile, erano già stati buttati fuori dalla Fiat quei 61 operai di null’altro colpevoli se non di guidare le lotte e di essere in contatto con gli universitari veneti. Per tornare a noi, è noto quanto sia stato importante l’intervento degli studenti padovani nella costruzione delle nuove istituzioni del proletariato di Marghera. Lotte operaie colossali sono state organizzate anche attraverso il contributo degli studenti padovani; un grande processo di emancipazione che si sviluppava tra fabbriche e università, è stato così nutrito; le prime denunce sulle “fabbriche della morte” che a Marghera prosperavano, vennero fatte in quella stagione; le battaglie ecologiche che oggi son diventate comuni, sono state inventate e promosse allora. Ecco dunque quello che bisognava distruggere: non è un caso che su questo si sian ritrovati alleati e compromessi gli opportunisti del PCI e alcune rappresentanze della classe dirigente veneta (Il Gazzettino in testa). Ma quel comando industriale e sindacale che fino ad allora si riteneva forte – malgrado i colpi che l’insurrezione operaia gli aveva dato – era finito: stava costruendosi, con l’espulsione di molti operai dalle industrie-massa degli epicentri produttivi veneti, quell’enorme fenomeno che fu la fabbrica diffusa del Nord-Est.  E lì, di nuovo, gli studenti e i professori rivoluzionari di Padova andavano indagando nuove forme di rapporti sociali, politici e produttivi – avevano costruito le categorie di “operaio sociale” e di “lavoro cognitivo”, ricche di molti sviluppi nei decenni successivi. Di contro, il gruppetto di amici di Calogero &#8211; che tuttora, nel secolo ventunesimo, sembra si incontri (vecchietti perversi), per compiangere il fallimento della sua operazione repressiva e per ridorare una verità beffata &#8211; ancora una volta non comprese nulla di quel che stava avvenendo, nella fattispecie le trasformazioni del Veneto e ciò che politicamente ne derivava. Per dei “chiarissimi” professori, lo svelamento della loro ignoranza è forse ancor cosa peggiore della denuncia della violenza con cui agirono.</p>
<p>Che dire ancora? Che l’Italia sia un paese che non ha mai conosciuto una vera e propria rivoluzione, che il paese Italia sia stato unificato da re stranieri, e che al suo interno continui ad essere dominante un potere integralista e tirannico come quello vaticano – son cose note. Che il grande movimento socialista e comunista abbia costruito durante un secolo, dalla fine dell’ottocento fino al ‘68, una grande alternativa, insieme italiana ed internazionalista, a quel destino secolare di soggezione e di sfruttamento (che nel migliore dei casi era stato travestito in ideale patriottico) – anche questo è noto. Ma perché, negli anni ‘70 (ed il “7 aprile” ne rappresenta uno snodo fondamentale) al prolungarsi di quella reazione che ha sempre dominato l’Italia, si è aggiunta allora la follia stalinista e si è nutrito l’imbroglio ideologico di una sinistra che si pretendeva comunista? Noi non lo comprendiamo ancora. E siamo lieti di non capirlo – perché può darsi che la stessa comprensione della corruzione sporchi l’intelligenza e renda malato l’animo. La storia successiva ci ha mostrato tuttavia che quel passaggio è stato fatale e che ha prodotto prepotenti tossine che l’organismo intero della sinistra italiana non è più riuscito a digerire. Tantomeno a neutralizzare o a trasfigurare politicamente attraverso una necessaria autocritica. Tutte le accuse del “7 aprile” erano false &#8211; e qui parliamo solamente di quelle relative all’agitazione sul territorio e nelle fabbriche. Non ci riferiamo a quelle grottesche che riguardavano l’identificazione dell’autonomia con le Brigate Rosse; a quelle ridicole che vedevano nell’istituto di Scienze Politiche di Padova, il centro dell’organizzazione della lotta armata in Italia e in Europa; a quelle infami (che seguirono di lì a poco, a copertura del crollo delle prime accuse ed al fine di tenerci in galera comunque) che imputarono, attraverso un gioco schifoso di testimonianze di spie improvvisate, infiltrati bugiardi e venduti (eufemisticamente chiamati “pentiti”), volgari e tremendi delitti agli accusati del “7 aprile”. Tutte le accuse erano false, se non una: quella di insurrezione. I movimenti italiani degli anni 70 furono veramente un tentativo di trasformare, per vie extra-parlamentari, la costituzione del paese. E ci riuscirono, malgrado tutto ci riuscirono: perché in effetti la società italiana fu attraversata da un desiderio di nuovo, di giusto, di creativo che rimase nella coscienza e nel cervello della maggior parte dei giovani di quella generazione.</p>
<p>E poi, per finire,  ci fu l’effetto demistificatore. I nostri avversari son tutti andati a male: persino un Berlusconi può irridere ora alla tradizione (comunista e cattolico-riformista) di cui essi erano portatori. E c’è paradossalmente solo da vergognarsi. Peccato per l’Italia, peccato per loro – e, se non fosse per quel corteo di innocenti accusati ed assolti dopo anni di galera senza neanche una scusa, di famiglie sfasciate, di carriere sospese, di figli distrutti dall’assenza dei padri (o delle madri), di morti precoci, di vite rovinate dalle bugie e dalle tremende necessità della ragion di Stato (poiché è la ragion di Stato che vuole finti colpevoli a mascherare le proprie responsabilità), se non fosse dunque per tutta quella nauseante e profonda ingiustizia… un brindisi al 7 aprile ed alla nuova toponomastica cittadina!</p>
<p>Toni Negri<br />
Parigi, 25 febbraio 2009</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blankreg.net/2009/04/via-8-febbraio-no-%e2%80%9cvia-7-aprile%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

