«Ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane. Ora sappiamo che è un delitto... il non rubare quando si ha fame.» De André

Archivio della categoria 'Politica'

Liberazione?

25 Aprile 2008

Oggi è il 25 Aprile, festa della liberazione. Ma liberazione da cosa?
Fin da subito era parsa una liberazione a metà. E le canzoni erano un modo per esprimere questa sensazione.
Ne sono state fatte molte di queste canzoni, una degli anni ‘70 iniziava così:

Fiore rosse e fucile:
viva la libertà!
Era il 25 aprile:
si rifà la società!

I padroni sono morti,
i fascisti impiccati,
la giustizia degli insorti,
libertà per gli sfruttati.

Proletari al potere,
non c’è più la schiavitù,
dalle fabbriche al quartiere
non si servirà mai più….

Ho sognato per vent’anni e più
quel 25 aprile
ricordo della mia gioventù
vissuta col fucile,

finché dal popolo in servitù
si leva un canto e va
e riporta di quegli anni
ancor la rossa libertà.

Ma ci dissero al Partito:
«Sotto con la produzione,
il conflitto è ormai finito,
non si fa rivoluzione».

Cerimonie e deputati;
a che serve aver lottato?
il fascismo può parlare,
“democratico” è lo stato.

Son passati tanti anni:
sfruttamento ed elezioni,
due promesse, cento inganni,
mentre vincono i padroni.

La canzone non termina qui, dopo continua con la speranza. Negli anni ‘70 avevano almeno la speranza, oggi abbiamo perso anche quella. Nonostante siano passati tanti anni, continuano sfruttamento, promesse, inganni. E vincono ancora i padroni.

Natural Born Clown

19 Aprile 2008

Avete presente il film Natural Born Killer? Se non l’avete presente guardatelo subito, merita. Se invece l’avete presente, ricorderete sicuramente una delle scene finali. Durante la sommossa in carcere e la fuga dei protagonisti, il giornalista da in escandescenze tanto che il serial killer si trova costretto a togliergli il mitra e dirgli, vado a memoria, “sei troppo alterato Wayne, tieni… spara con questa”, porgendogli la telecamera.
Come se Veltroni si trovasse costretto a dire a qualcuno “sei troppo dichiaratamente a destra, calmati, dobbiamo pur far finta di essere di sinistra”. Va beh questa è un altra storia :-)
Ieri mi è tornato in mente quel film vedendo e leggendo di Berlusconi alla conferenza stampa congiunta con Putin.

Alla domanda di una giornalista russa a Putin “E’ vero che lei vuole divorziare?” , il nostro prode cavaliere cosa fa? Se ne sta zitto come dovrebbe e come farebbe qualsiasi altra persona? No, fa il gesto del mitra.

Berlusconi e Putin

Il gesto del mitra sì. Quel gesto che fanno i bambini quando giocano tra di loro. Quel gesto che faceva Batistuta quando segnava nelle porte avversarie. Un gesto scherzoso normalmente, da clown appunto.
Solo che in questo caso, era fatto dal passato e futuro presidente del consiglio italiano davanti alla stampa internazionale, soprattutto quella russa, ed il significato è risultato molto ambiguo. Si riferiva forse al fatto che in Russia i giornalista scomodi fanno una brutta fine e che anche lui vorrebbe fare altrettanto qui in Italia? Chissà! Del resto tutte le TV ed i giornali sono in mano alla sinistra no? Anche i suoi giornali e le sue tv naturalmente.

Ma quello che più mi ha ricordato quella scena è stato da una parte la faccia di Putin al gesto di Berlusconi e dall’altra il fatto che la giornalista “è stata perfino confortata da un addetto all’informazione del governo russo”. Come a dire “non dia retta a quel clown”. Noi siamo più seri.

Sinistra extraparlmentare

15 Aprile 2008

Sono un comunista,
sono di rifondazione
voglio fà a Rivoluzione
ma dico no al cordone
perché il vero movimento
é sempre quello non violento
altrimenti come faccio a contrattare in Parlamento?
E allora sient’ a me ,
si nu ddieci e Rafaniello
tu vuò fà a rivoluzione
assettato int’a poltrona
a poltrona chiaramente
ca sta dint’ o Parlament’
e allora arape e recchie: E contraddizioni nun stann’ o Parlamente ma tra la popolazione!
Tu si…
Rafaniello, rafaniello, rafanie’ l’ l’ l’ l’!
Rosso fuori, bianco dentro! Yeeaaaa…


Così cantavano i 99 posse tanti anni fa. A quei tempi condividevo quel modo di vedere quel partito. E tutt’ora, nonostante in passato l’abbia anche votato e ahimé ne sia stato anche iscritto, continuo a vederlo come qualcosa di bianco dentro, anche se fuori si sono dati una vesta multicolore che alla fine li ha fregati.
Infatti dopo aver “criticato” per anni chi faceva una scelta extraparlamentare, adesso si ritrovano ad esserlo anche loro. Senza volerlo, con una spinta dal basso senza preavviso. Una sconfitta umiliante per loro e non solo. Perché molti di quelli che non li hanno votati, astenendosi, ritengono ancora un po’ leninisticamente (concedetemi il termine) che una presenza in parlamento sia necessaria ed utile.
Sono proprio loro, come persone, come scelte, come idee a non essere rappresentativi ormai di niente, di nessuno.
Quel che mi domando è se hanno capito la lezione, ma a quanto pare dalle prime dichiarazioni no. Anzi, cercano già approdo nel nuovo Partito della Destra italiana.
Allora forse c’è da domandarsi se abbiamo capito tutti noi la lezione.
C’è da domandarsi se esiste un soggetto capace di “rifondare” la sinistra in Italia.
C’è da domandarsi se qualcuno riuscirà ad intercettare, guidare, alimentare le istanze di protesta dei movimenti.
C’è da domandarsi se una sinistra parlamentare in Italia sia ancora possibile.

In ogni caso nessun rimorso.

Elezioni 2008: in ogni caso nessun rimorso

11 Aprile 2008

In ogni caso nessun rimorso era lo slogan gridato dal Supporto Legale per i fatti di Genova, in particolare per la sentenza contro i 25 manifestanti e par la mancata commissione d’inchiesta.
Come scrissi a suo tempo c’era e rimane un po’ di rimorso.

Rimorso di aver dato credito a chi si definisce di sinistra senza esserlo da decenni, a chi parla a nome del movimento senza farne parte, a chi sventola bandiere senza vento.
Quindi, nonostante tutto… nessun rimorso. Ma nessun rimorso anche quando perderanno per un voto.

Fra pochi giorni si vota e continuo a non avere nessun rimorso e non l’avrò anche quando perderanno per un voto.

Per allietare queste giornate piene di inviti a votare per i vari partiti di destra, anche se mascherati da un definirsi di sinistra, vi lascio queste note…

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

Il popolo è un bambino 4

28 Marzo 2008

Il popolo è un bambino.
Fa tante domande il popolo e tu non gli puoi dire la verità, sennò quello ti mette in difficoltà.
Per esempio io c’ho un figlio, si chiama Robertino Casoria, è il peggiore della classe.
Mi ha detto “papà cosa sono i terroristi?”
Io gli ho voluto dire la verità, gli ho detto: “Ti ricordi quando eri bambino? A Natale ti ho detto che sarebbe arrivato Babbo Natale.
Tu eri un bambino intelligente o non ci hai creduto.
Ma poi la notte io sono andato a mettere i regali sotto l’albero e la mattina appresso quando li hai visti hai incominciato a credere che li aveva portati Babbo Natale. Hai pensato che se c’è il regalo significa che c’è anche il barbone che lo porta con le slitte, con le renne.
E invece ero sempre io.
E i terroristi sono la stessa cosa. Qualcuno ti dice che ci sono i terroristi e tu non ci credi.
Poi scoppia ‘na bomba, crollano un paio di grattacieli e tutti pensano che se c’è l’attentato significa che ci stanno anche i terroristi che l’hanno fatto…
ma è tutta una bugia, è sempre papà che zitto zitto di notte fa scoppiare le bombe e poi da’ la colpa ai terroristi” .
E mio figlio mi fa:
“l’amico mio Pancotti Maurizio - Robertino frequenta
un bambino ciccione che è insopportabile e secondo me pure un po’ deficiente – m’ha detto “­Pancotti Maurizio dice che questa cosa si chiama strategia della tensione!”
Allora io gli ho risposto “l’amico tuo Pancotti Maurizio è comunista!
E lo sai perché è così ciccione? Perché i comunisti si mangiano i bambini. Stai attento quando vai a fare la merenda da lui perché ti si mangia!”
Mio figlio Robertino ha cominciato a tremare.
Per una settimana non è più uscito di casa.
Gli ho fatto fare tutto quello che volevo, gli dicevo “lava la macchina! Metti a posto la stanzetta! Portami le ciabatte!”, lui mi ubbidiva come un cagnolino. Perché si governa con la paura.
E il popolo è uguale.
Il popolo è un bambino.
Se vuoi che non si perda nel bosco gli devi dire che c’è il lupo cattivo, l’uomo nero!
I terroristi, l’arabi col barbone, i pirati della Malesia. Ogni tanto insomma bisogna pure cambiare, fare la rotazione.
Il diavolo, gli zombie, il mostro di Loch Ness, il bocio, i marziani, i fantasmi.
Perché il popolo è un bambino.
Se gli metti paura te porta le ciabatte, te lava la macchina.
Il popolo è un bambino.
Se gli metti paura… ti ubbidisce subito.

Ascanio Celestini

Il popolo è un bambino 3

27 Marzo 2008

Il popolo è un bambino.
Se gli rubi le caramelle il bambino si arrabbia.
Ma se gliele metti in vetrina quello se le compra subito.
Allora tu che sei più furbo del popolo gliele fai pagare il doppio di quello che valgono.
Così per ogni caramella che si compra una gliela vendi e un’altra gliela rubi.
Se metti le mani in tasca al popolo sei un ladro,
ma se è il popolo che si viene a svuotare le tasche da te è solo una legge di mercato.
Il popolo è un bambino, gli piace comprare le caramelle.
Poi… poi magari se le porta a casa e manco se le mangia.
Magari le butta al secchio, magari.
Perché ai bambini gli piace comprare comprare comprare.
Allora tu che sei più adulto del popolo gli vendi tutto.
Il popolo vuole mangiare? E tu gli vendi le porcherie fino a farlo scoppiare.
Il popolo vuole le canzonette? E tu gli vendi qualche chilo di ritornelli da canticchiare sotto la doccia.
Il popolo vuole gli ideali? E tu gli vendi anche quelli.
Poi… poi magari se li porta a casa e non ci crede più.
Magari li butta al secchio.
Meglio! Meglio…
Così torna subito al supermercato a comprarsi le caramelle.

Ascanio Celestini

Il popolo è un bambino 2

26 Marzo 2008

Il popolo è un bambino.
Vuole sempre avere ragione.
Allora chi governa il popolo gli deve dire che “gli altri c’hanno sempre torto.
Gli altri sono atei miscredenti, pervertiti omosessuali, zozzi meridionali, negri puzzolenti…eccetera.
..insomma: relativisti”.
Allora il popolo è contento.
Perché il popolo è un bambino e come tutti i bambini gli piace giocare.
Nei giochi dei bambini c’è sempre uno che vince e un altro che perde.
Per questo che al popolo gli piace tanto il calcio.
Il popolo lo sa che il calcio vero non è quello dei campetti, delle partitelle.
Il popolo lo sa che al calcio vero non ci può giocare.
Che il vero calcio se lo può soltanto guardare in televisione.
Allora il popolo si mette seduto e guarda.
Il popolo strilla, si agita, si stanca come un bambino.
E quando arriva la sera si addormenta subito.
È buono buono il popolo, è una pecorella.
Il popolo lo sa che la vita, la vita è come una partita di calcio in televisione, come la finale dei mondiali: tutto il mondo la guarda, ma poi la palla se la giocano solo due squadre.
Bello il calcio! Bella la vita!
Solo pochi se la godono, ma tutti gli altri possono fare il tifo.

Ascanio Celestini

Il popolo è un bambino

25 Marzo 2008

Il popolo è un bambino.
Non ci capisce niente di politica.
Se tu gli parli di rivoluzione e lo fai seriamente finisce che il popolo la fa per davvero la rivoluzione.
Allora bisogna fare come ha fatto il partito comunista.
La rivoluzione gliel’ha fatta vedere da lontano al popolo, come una ballerina della televisione.
Il popolo è un bambino e gli piace guardare le ballerine.
I maschietti si guardano la televisione perché gli piace il culo delle ballerine.
E le femminucce si guardano la televisione perché vorrebbero averci il culo come quello delle ballerine che piacciono tanto ai maschietti.
Tutti guardano il culo in TV.
Ma sia le femminucce che i maschietti sanno che la televisione è un elettrodomestico.
Che quel culo esiste solo là dentro.
Si guardano intorno e la realtà è che si ritrovano sul divanetto del loro appartamento senza culi e senza balletti.
Ma sono contenti lo stesso.
Sono contenti perché tutte le volte che riaccenderanno il televisore ci avranno un culo in diretta pronto per essere guardato.
E non importa che sia finto come la favola di cenerentola.
Importa solo che dopo il culo in diretta si vada a letto sereni.
Al popolo, al popolo gli piace la rivoluzione, ma gliela devi mostrare come il culo delle ballerine.
Come una cosa bella e impossibile.
Gliela devi raccontare come una favola.

Ascanio Celestini

Le riflessioni del compagno Fidel

20 Febbraio 2008

Come dissi in un post tempo fa ciò che mi ha colpito in tutta questa storia della malattia di Fidel, con le conseguenti dimissioni di ieri, è stata la dignità con cui ha vissuto e comunicato il tutto, senza la spettacolarizzazione cara ai nostri politici.

Non mi sto accomiatando. Voglio solo combattere come un soldato delle idee. Continuerò a scrivere intitolando “Le riflessioni del compagno Fidel” e sarà un’arma in più nell’arsenale su cui si potrà contare.

Marcha del 26 de Julio

Marchando, vamos hacia un ideal
sabiendo que hemos de triunfar
en aras de paz y prosperidad
lucharemos todos por la libertad.

Adelante cubanos
que Cuba premiará nuestro heroísmo
pues somos soldados
que vamos a la Patria liberar
limpiando con fuego
que arrase con esta plaga infernal
de gobernantes indeseables
y de tiranos insaciables
que a Cuba
han hundido en el Mal.

La sangre que en Oriente se derramó
nosotros no debemos olvidar
por eso unidos hemos de estar
recordando a aquellos que muertos están.

La muerte es victoria y gloria que al fin
la historia por siempre recordará
la antorcha que airosa alumbrando va
nuestros ideales por la Libertad.

El pueblo de Cuba…
sumido en su dolor se siente herido
y se ha decidido…
hallar sin tregua una solución
que sirva de ejemplo
a ésos que no tienen compasión
y arriesgaremos decididos
por esa causa hasta la vida
¡que viva la Revolución!

Riferimenti:

LE RIFLESSIONI DI FIDEL - In forma di messaggio
Il deposito

Primarie che passione

4 Gennaio 2008

Mentre stavo pranzando, in tv scorrevano le immagini del TG1. Lo ammetto, nella mia famiglia quando si mangia si guarda la TV. O meglio, c’è la TV accesa, poi non sempre si guarda.
Prima notizia. Primarie negli stati uniti.
Il che, tra delle penne al sugo ed un arrosto di vitella, mi ha fatto sorgere dei dubbi. Che ce ne frega a noi della prima puntata della telenovelas delle primarie usa? Hillary è arrivata terza tra i democristiani (come li chiama mio padre)? Il mormone ha vinto tra i repubblicani? Ed allora? E successo tutto nello’Iowa, tra pochi partecipanti al voto, come, con stupore, faceva notare anche il giornalista.
Certo, gli stati uniti sono il paese più influente del mondo e quelle elezioni coinvolgono anche noi. Ma un terzo del tg1 era dedicato a questo. Con interviste sul luogo, servizi, previsioni, commenti, etc…
Al che pubblicamente, cioè di fronte a mia madre e mio padre, ho detto: “ma perché non fanno lo stesso per le primarie nostrane nel Molise?”
La cosa a me stupisce. E’ vero che è la prima volta che una donna, un nero o un mormone possono andare alla casa bianca, ma tutto questo può valere 1/3 del tg di maggiore importanza qui da noi?
Un bicchiere di chianti mi ha risolto il dubbio. Mi è venuto in mente infatti che il direttore è John Riotta.
Ma se gli piacciono così tanto gli USA perché non si trasferisce definitivamente e non dirige qualcosa la? Forse perché la non lo cagano? Chissà.
Altre notizie erano che c’erano altri candidati, altri partiti… ma allora il bipolarismo perfetto? Sta a vedere che ci prendono per il culo quando ne parlano? Sono anni che lo fanno e tutti ci cascano, e non riesco a capire come mai. Ma forse la seconda notizia mi toglie questo dubbio.
Infatti finalmente dopo è cambiato servizio ed ho saputo che fa freddo e che per muoversi in auto ci vogliono le catene. Ah… se non ci fosse il TG1
E che in Campania si smaltiscono rifiuti industriali del nord-est ma non quelli residenziali della stessa regione. Questo non l’hanno detto, ma si capiva benissimo. Non hanno nemmeno detto che a Salerno la situazione è tranquilla.
Politica usa e cronaca italiana. Non vorrete mica sapere che in parlamento si votano leggi vero?


Get Firefox! Linux GraphoByte
WordPress XHTML CSS W3Csites.com