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	<title>BlankReg aka Conraid &#187; Politica</title>
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	<description>Divagazioni semiserie di un webmonster fannullone</description>
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		<title>Can’t Pay, Won’t Pay, Don’t Pay.</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 09:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torno a scrivere sul blog dopo mesi. Del resto ormai con tutti questi social network l&#8217;avere un blog, per chi come me non ha molto da dire, è diventato un vezzo di poca utilità. Devo ripensare la forma &#8220;blog/sito&#8221; integrandolo con i vari social network. Per questo sto sperimentando pagine su facebook e google+, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torno a scrivere sul blog dopo mesi. Del resto ormai con tutti questi social network l&#8217;avere un blog, per chi come me non ha molto da dire, è diventato un vezzo di poca utilità. Devo ripensare la forma &#8220;blog/sito&#8221; integrandolo con i vari social network. Per questo sto sperimentando pagine su facebook e google+, e studiando come abbinarle a WordPress. Ma questo è altra cosa&#8230;</p>
<p>Dopo questa noiosa premessa ne approfitto per segnalare una intervista a <strong>Andrew Ross</strong>, docente della New York University, noto per il suo impegno militante,  pubblicata sul manifesto e che ho letto sul sito <a href="http://uninomade.org" title="Uninomade" rel="external">UniNomade</a>. Ross è tra i promotori della campagna “Occupy Student Debt”.<br />
La sua risposta ad una domanda secondo me contiene la chiave delle &#8220;lotte&#8221; di questo tipo. Il rischio cioè di ridurre a semplice<strong> lista di &#8220;consigli&#8221;</strong> i temi della protesta e farne proprie le tematiche, quando invece queste sono (o almeno sarebbero) &#8220;alternative&#8221; al sistema di visione del mondo di chi fa queste operazioni di &#8220;sciacallaggio&#8221;.<br />
Che in USA ne stiano dibattendo ed in Italia invece è già successo e sembra normale la dice lunga sulla &#8220;crisi&#8221; che stiamo vivendo come popolo, e non parlo della crisi economica.<br />
E non penso che OWS sia un movimento di &#8220;estremisti comunisti&#8221; o chissà cosa. Nessuno sano di mente lo pensa. Ma solo il pensare a criticare il sistema di valori su cui si basa la società attuale in Italia è fuori dall&#8217;ordine delle idee, anche da parte di chi si professa di &#8220;sinistra&#8221;. Qui chi va oltre al semplice rivendicare alcuni &#8220;miglioramenti&#8221; viene preso per pazzo.<br />
Senza parlare di chi invece ormai prende le distanze da ogni idea di sinistra pur cercandone i &#8220;voti&#8221;. Del resto in un paese normale nessuno si sognerebbe di considerare i dirigenti del PD non dico di sinistra, ma nemmeno come interlocutori per prenderci un caffè. E purtroppo sto sempre più notando che anche i militanti di quel partito ormai sono su quella lunghezza onda.<br />
Abbiamo introiettato un modo di pensare del capitalismo finanziario a tal punto che ci preoccupiamo di spread, borse, btp e tanto altro, senza nemmeno mettere in discussione il &#8220;loro&#8221; dominio sulle nostre vite. E senza sapere cosa sono tra l&#8217;altro. Potremmo dire, per usare le parole d&#8217;ordine di questi movimenti, che il 99% si preoccupa dei problemi dell&#8217;1%.</p>
<p>La domanda e la risposta di cui parlo le riporto qui, potete leggere l&#8217;<a href="http://uninomade.org/insolvent-workers-of-the-world/" title="Leggi articolo su UniNomade" rel="external">intervista integrale</a> nel sito UniNomade</p>
<blockquote><p>
<strong>C’è un pericoloso ritornello dei politici e opinion maker socialdemocratici e liberali (si pensi a Paul Krugman): avete ragione. L’obiettivo è quello di ridurre la radicalità del movimento a specifiche domande, cioè al ruolo di opinione pubblica. Viceversa, il movimento Occupy sembra rappresentare la fine della speranza di Obama, ovvero della speranza in Obama. La lotta contro il debito è, innanzitutto, una pratica di riappropriazione della ricchezza sociale. Da questo punto di vista, potremmo dire che è un movimento costituente. Cosa ne pensi?</strong></p>
<p><em>Concordo. La nostra campagna è un’iniziativa di azione e non una lista di domande, poiché condividiamo l’ethos di Occupy per cui le domande non possono essere rappresentate dal sistema politico attuale, sotto la funesta influenza dei dollari delle aziende. Le azioni che puntano a riappropriarsi della ricchezza e del potere non sono solo in sé potenzianti, ma anche – come dite – costituenti di un nuovo modello di cultura politica. La maggior parte dei partecipanti a Occupy si stanno rendendo conto di una trasformazione soggettiva: il linguaggio è spesso di innocenza radicale, un sintomo manifesto del sorgere di una nuova “struttura del sentire”, per dirla con Raymond Williams. Certamente la classe politica tenterà di cooptarne alcuni, e non la vedo come una risposta inattesa: non si può erigere un confine non poroso tra un movimento e l’establishment.</em></p>
</blockquote>
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		<title>L&#8217;imperialismo, fase suprema del capitalismo.</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 12:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho trovato in rete uno scritto, una critica al leninismo ed alle successive teorie, tra le altre cose imputata ad un errore di valutazione di Lenin. Non voglio entrare nell&#8217;argomento specifico, non mi trovo molto d&#8217;accordo con questo scritto, ma per introdurre la teoria di Lenin viene scritto: Nel suo esilio in Svizzera, nel mezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato in rete <a href="http://www.worldsocialism.org/noneng/ita3.php" title="La delusione antimperialista" rel="external">uno scritto</a>, una critica al leninismo ed alle successive teorie, tra le altre cose imputata ad un errore di valutazione di Lenin. Non voglio entrare nell&#8217;argomento specifico, non mi trovo molto d&#8217;accordo con questo scritto, ma per introdurre la teoria di Lenin viene scritto:</p>
<p><em>Nel suo esilio in Svizzera, nel mezzo della prima guerra mondiale, Lenin scrisse un pamphlet dal titolo L&#8217;imperialismo, fase suprema del capitalismo. In esso, egli sostenne che, attraverso un processo che si era completato a cavallo del secolo, il capitalismo aveva modificato il suo carattere. Il capitale industriale e quello bancario si erano fusi dando luogo al capitale finanziario e il capitalismo concorrenziale cedette al capitalismo monopolistico, il quale, attraverso trust, cartelli e altri accordi monopolistici, dominava la produzione. Dovendosi confrontare in casa propria con profitti calanti, questi monopoli si trovarono costretti dalle condizioni economiche a esportare capitali investendoli nelle zone economicamente arretrate del mondo, dove potevano essere realizzati profitti più elevati. Quindi, continuò Lenin, iniziò la lotta tra i più avanzati paesi industrializzati per assicurarsi le colonie dove tali &#8220;sovra-profitti&#8221; potevano essere realizzati.</em></p>
<p>poi si dice</p>
<p><em>Lenin esagerò sia il grado di concentrazione monopolistica a cui era giunto il capitalismo, sia la differenza tra il tasso di profitto realizzato in patria comparato con quello delle aree economicamente arretrate del mondo. </em></p>
<p>Allora una domanda sorge spontanea.<strong> Oggi a che punto siamo?</strong> Non solo vedo che il grado di &#8220;concentrazione monopolistica&#8221; sia aumentato, ma vedo che il capitale finanziario è quello che gestisce davvero il mondo.</p>
<p>Quindi oltre a &#8220;Proletari di tutti i paesi, unitevi&#8221; e &#8220;Popoli oppressi di tutto il mondo, unitevi&#8221;, ci sarebbe da aggiungere &#8220;Esseri cognitivi di tutti il mondo, unitevi&#8221;</p>
<p>Chi può mi illumini</p>
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		<title>La ballata della FIAT</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 19:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa canzone di Alfredo Bandelli calza a pennello in questo giorno dove ormai la FIAT sta diventando il baluardo di un capitalismo che vuol trattare le persone sempre più come merce da sfruttare. Siano essi operai o calciatori. Con l&#8217;abissale differenza di stipendio e lavoro svolto naturalmente. Cambiano le reazioni, le parole d&#8217;ordine, i sogni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa canzone di Alfredo Bandelli calza a pennello in questo giorno dove ormai la FIAT sta diventando il baluardo di un capitalismo che vuol trattare le persone sempre più come merce da sfruttare. Siano essi operai o calciatori. Con l&#8217;abissale differenza di stipendio e lavoro svolto naturalmente.</p>
<p>Cambiano le reazioni, le parole d&#8217;ordine, i sogni, le speranze, ma alcuni temi sono rimasti identici. Anzi, a volerla dire tutta sembra siano peggiorati. Uso il condizionale, perché a differenza di Fassino non mi permetto di mettermi nei panni di qualcun altro, e non conosco la situazione da dentro.</p>
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		<title>Perché noi no?</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 08:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni volta che in tv, su internet, sui quotidiani, si legge di manifestazioni con scontri a Parigi, ad Atene, a Londra, scatta come una sorta di ammirazione da più parti. Perché noi no? Questa domanda echeggia in ogni persona che abbia un barlume di rivolta nel cuore. E giù commenti tipo &#8220;siamo un popolo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni volta che in tv, su internet, sui quotidiani, si legge di manifestazioni con scontri a Parigi, ad Atene, a Londra, scatta come una sorta di ammirazione da più parti. <strong>Perché noi no?</strong> Questa domanda echeggia in ogni persona che abbia un barlume di rivolta nel cuore. E giù commenti tipo &#8220;siamo un popolo di banane&#8221;, etc&#8230;<br />
Naturalmente queste stesse persone non guardano i &#8220;germogli&#8221; della protesta, scontri più o meno duri che si svolgono in qua e la per la penisola, vuoi per la ricostruzione del terremoto, vuoi per le discariche, per il lavoro, insomma, di motivi e di lotte ce ne sono. Ma niente che sia simile a quel che vediamo all&#8217;estero. Quelle immagini che scaldano i cuori di molti.</p>
<p>E quando succedono a Roma? Infiltrati, facinorosi, black block, e tanti altri commenti come a dire che le manifestazioni sono solamente fiaccolate e girotondi, la violenza è solo di pochi infiltrati o chi per loro, e che è bella vederla solo in tv. Come se il resto del mondo reale fosse un gran bel film, come se fossimo tutti spettatori di un grande fratello della lotta sociale. Ma noi nella casa mai. </p>
<p>La storia degli infiltrati è tutta da capire. Quotidiani che ci mostrano foto di infiltrati, manifestanti che danno la colpa a loro di qualsiasi cosa successa. Vorrei ricordare a lor signori che dove c&#8217;è manifestazione c&#8217;è infiltrato, e non mi si venga a dire che in quella del PD non c&#8217;erano. Ormai nemmeno la polizia prende seriamente quel partito. Questo significa giustificare gli infiltrati? No, dico solamente che la presenza degli infiltrati deve farci stare doppiamente più attenti. Attenti a capire chi sono, ma soprattutto <strong>attenti a non tacciare come infiltrato ogni manifestante che si è stancato di stare solamente a guardare</strong>. Se queste cose fanno paura, prima di gridare &#8220;attenti al lupo&#8221;, ci sono sempre fiaccolate e girotondi.</p>
<p>Perdonate lo sfogo tardivo</p>
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		<title>Vendola ed il software chiuso</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2010/11/vendola-ed-il-software-chiuso/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 17:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre a Roma gli studenti protestano per il loro futuro, uno dei leader che vorrebbe &#8220;cavalcare&#8221; questa protesta, va a Roma per ben altri motivi. Infatti come scritto da Assoli, il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è in procinto di siglare questo pomeriggio a Roma un Protocollo d&#8217;Intesa con l’amministratore delegato di Microsoft Italia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre a Roma gli studenti protestano per il loro futuro, uno dei <em>leader</em> che vorrebbe &#8220;cavalcare&#8221; questa protesta, va a Roma per ben altri motivi. Infatti come scritto da Assoli, <em>il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è in procinto di siglare questo pomeriggio a Roma un Protocollo d&#8217;Intesa con l’amministratore delegato di Microsoft Italia, Pietro Scott Jovane.</em></p>
<p>Non apprezzo particolarmente Vendola, ma se <a href="http://softwarelibero.it/protocollo-puglia-ms" title="" rel="external">questa</a> è l&#8217;idea che ha la &#8220;nuova&#8221; sinistra delle tecnologie informatiche, si aggiunge un motivo tra i tanti altri per starne lontano.</p>
<p>Forse per scrivere le sue poesie ha bisogno del correttore di Word, chissà&#8230;</p>
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		<title>Tempi moderni o tempi futuri?</title>
		<link>http://www.blankreg.net/2009/11/tempi-moderni-o-tempi-futuri/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 10:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l’Italia. Non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare, ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare.&#8221; Sentendo le parole del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blankreg.net/wp-content/uploads/chaplin_mod_times1_sm.jpg"><img src="http://www.blankreg.net/wp-content/uploads/chaplin_mod_times1_sm-300x232.jpg" alt="Tempi moderni" title="chaplin_mod_times1_sm" width="300" height="232" class="alignleft size-medium wp-image-233" /></a></p>
<p><em>&#8220;La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l’Italia. Non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare, ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare.&#8221;</em></p>
<p>Sentendo le parole del ministro Rotondi viene subito in mente Tempi Moderni di Chaplin dove si sperimenta una macchina per continuare a lavorare senza interrompere il lavoro. Almeno in quel caso non si aboliva la pausa pranzo, ma si rendeva parte dell&#8217;ingranaggio della catena di montaggio. Oggi si vuole proprio abolire in nome del dio produttività. Immagino già slogan del tipo &#8220;Tutti a dieta per la produttività&#8221;, &#8220;Esci dalla crisi con una dieta&#8221;.</p>
<p><br style="clear: left" /></p>
<p>In realtà il discorso andrebbe ribaltato. <strong>Il lavoro è un danno per la pausa pranzo, e soprattutto per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa operatività che blocca tutta l’Italia.</strong></p>
<p>Dopo <em>&#8220;lavorare con lentezza&#8221;</em> si aprono nuove forme di lotta politica: <strong>mangiare con lentezza</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La rete è un diritto. Sciopero dei blogger</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 06:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so quanto sia &#8220;corretto&#8221; parlare di sciopero nel mio caso, visto che scrivo un post ogni tanto, ma volevo ugualmente segnalare l&#8217;iniziativa diritto alla rete per protestare contro il cosiddetto ddl Alfano. L&#8217;iniziativa mi lascia un po&#8217; perplesso, nel senso che secondo me servirebbe una &#8220;protesta&#8221; più ampia, sia nelle forme sia nei contenuti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so quanto sia &#8220;corretto&#8221; parlare di sciopero nel mio caso, visto che scrivo un post ogni tanto, ma volevo ugualmente segnalare l&#8217;iniziativa <a href="http://dirittoallarete.ning.com/" title="[link esterno] Vai al sito diritto alla rete">diritto alla rete</a> per protestare contro il cosiddetto <strong>ddl Alfano</strong>.<br />
L&#8217;iniziativa mi lascia un po&#8217; perplesso, nel senso che secondo me servirebbe una &#8220;protesta&#8221; più ampia, sia nelle forme sia nei contenuti, ma visto alcuni partecipanti è chiedere troppo <img src='http://www.blankreg.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Inoltre questo disegno di leggo è solo l&#8217;ultimo di una serie di leggi/decreti/ddl che stanno minando la libertà della rete. Si sente sempre parlare di come senza la rete non ci sarebbe stata informazione su alcuni avvenimenti esteri, e poi si cerca di &#8220;imbavagliarla&#8221; qui da noi. Ma la colpa, sempre secondo me, non è solo dei politici che non conoscono la materia o che hanno &#8220;pruriti&#8221; censori, ma anche della stampa che ha paura della fine del suo monopolio all&#8217;informazione, ed oggi più che mai è chiaro che molte notizie si diffondono grazie alla rete e non tramite giornali e telegiornali sempre più allineati in una sorta di pensiero unico di servilismo al potere. Del resto non è un caso che alcune leggi &#8220;anti internet&#8221; sono state volute da ordini di giornalisti (per esempio quello della Lombardia).<br />
Quindi quando tra le adesioni leggo di organi di informazioni o politici non proprio garantisti, qualche diffidenza nasce.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Kossiga vuole il suono delle ambulanze</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 18:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà dei manifestanti e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».</p></blockquote>
<p>Queste le parole che ha pronunciato ieri il ministro dell&#8217;Interno degli anni caldi della contestazione studentesca. E sembra che le parole vere siano state ancora più dure.<br />
<strong>Qualcuno ha ancora dubbi su cosa successe in quegli anni e di chi sia la colpa?</strong><br />
Che il suono dell&#8217;ambulanza sia quello che porta lui e chi gli da ancora credito, intervistandolo ed invitandolo a vari salotti televisivi, in una casa di riposo condannandoli all&#8217;oblio</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dilettanti allo sbaraglio</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 09:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la Meloni e Gasparri contro la Cina per i diritti umani (da che pulpito), dopo decine di prese di posizioni imbarazzanti frutto di ignoranza su ogni argomento possibile (le varie leggi su internet sono qualcosa di raccapricciante), ora anche Luca Barbereschi si schiera contro YouTube, della serie &#8220;non sappiamo niente su quell&#8217;argomento, ma vogliamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la Meloni e Gasparri contro la Cina per i diritti umani (da che pulpito), dopo decine di prese di posizioni imbarazzanti frutto di ignoranza su ogni argomento possibile (le varie leggi su internet sono qualcosa di raccapricciante), ora anche <a href="http://it.blogbabel.com/content/video/40324/" rel="external" title="Guarda il video di Luca Barbareschi">Luca Barbereschi si schiera contro YouTube</a>, della serie &#8220;non sappiamo niente su quell&#8217;argomento, ma vogliamo ugualmente dire la nostra&#8221;. Niente di male se non fosse che questi determinano leggi ed altro in Italia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Internet non è un mezzo di comunicazione</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 09:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conraid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[leggi]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolo può sembrare strano, ma solo in questo modo si spiega il disegno di legge proposto al Senato dall&#8217;ex missino Alessio Butti dal titolo Norme per la corretta utilizzazione della rete Internet a tutela dei minori. Vediamo il primo articolo: 1. È vietato istituire siti nella rete INTERNET i cui contenuti siano finalizzati, direttamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo può sembrare strano, ma solo in questo modo si spiega il <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=SDDLITER&#038;leg=16&#038;id=31382" title="Norme per la corretta utilizzazione della rete INTERNET a tutela dei minori" rel="external">disegno di legge</a> proposto al Senato dall&#8217;ex missino Alessio Butti dal titolo <strong>Norme per la corretta utilizzazione della rete Internet a tutela dei minori.</strong> </p>
<p>Vediamo il primo articolo:</p>
<blockquote><p>1. È vietato istituire siti nella rete INTERNET i cui contenuti siano finalizzati, direttamente o indirettamente:</p>
<p>a) alla istigazione al consumo, alla produzione o allo spaccio di sostanze stupefacenti;<br />
b) alla istigazione alla violenza e alla consumazione di reati;<br />
c) alla divulgazione o alla pubblicizzazione di materiale pornografico o di notizie o di messaggi pubblicitari diretti all’adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori di anni diciotto.</p></blockquote>
<p>Leggo bene????<br />
Non voglio entrare nel merito della legge, tanto sarà cambiata, o almeno lo spero, in quanto diranno che volevano fare una legge contro la pornografia minorile ed hanno sbagliato a scrivere (del resto siamo abituati a leggi italiane fatte senza avere conoscenza della materia e con evidenti lacune tecniche e linguistiche), ma la cosa che mi sorprende è l&#8217;inizio: <strong>È vietato istituire siti nella rete INTERNET</strong></p>
<p>Le reti televisive del suo nuovo padrone possono promuovere argomenti simili, giornali di ogni tipo possono farlo, ed Internet no?<br />
Da quando Internet non è un mezzo di comunicazione come gli altri per questa gente?<br />
Se fosse una legge contro la pornografia minorile, a parte che c&#8217;è già, perché escludere tali mezzi di comunicazione?<br />
È sempre la solita storia, <strong>quel che non si può controllare lo si vieta.</strong><br />
Chissà come saranno contenti al vaticano e negli uffici di qualche televisione.</p>
<p>Ma ormai di cosa meravigliarci? L&#8217;incompetenza dei nuovi politici dall&#8217;avvento di Berlusconi in poi , dalla sua e dall&#8217;altra parte, è comica se non fosse pericolosa. Una legge dietro l&#8217;altra fatta con ignoranza e superficialità, soprattutto riguardo le nuove tecnologie. </p>
<p>E siamo anche abituati ad essere presi per il culo, se è vero che sono stati votati, dai nomi che si danno questi signori.<br />
Da una parte un partito che si definisce di &#8220;sinistra&#8221; quando ormai è più a destra della destra, dall&#8217;altra un partito che si chiama &#8220;delle libertà&#8221; quando invece cerca di controllare e vietare ogni cosa&#8230; naturalmente se non tocca gli interessi del padrone.</p>
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