«Ci fotte la guerra che armi non ha. Ci fotte la pace che ammazza qua e la.»

Archivio della categoria 'Riflessioni'

Tempi moderni o tempi futuri?

29 novembre 2009

Tempi moderni

“La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l’Italia. Non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare, ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare.”

Sentendo le parole del ministro Rotondi viene subito in mente Tempi Moderni di Chaplin dove si sperimenta una macchina per continuare a lavorare senza interrompere il lavoro. Almeno in quel caso non si aboliva la pausa pranzo, ma si rendeva parte dell’ingranaggio della catena di montaggio. Oggi si vuole proprio abolire in nome del dio produttività. Immagino già slogan del tipo “Tutti a dieta per la produttività”, “Esci dalla crisi con una dieta”.


In realtà il discorso andrebbe ribaltato. Il lavoro è un danno per la pausa pranzo, e soprattutto per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa operatività che blocca tutta l’Italia.

Dopo “lavorare con lentezza” si aprono nuove forme di lotta politica: mangiare con lentezza

Ti violentano? colpa tua!

24 agosto 2008

Il luogo comune più amato dai machisti nostrani torna alla luce, anche se tra le righe, nelle dichiarazioni del Sindaco di Roma Alemanno, che non riesce a trattenere la sua origine politica e culturale.
Due turisti accampati in una zona periferica vengono lui malmenato e lei violentata, e la risposta del Sindaco è: “non dovevano accamparsi li”. Naturalmente magari erano anche mezzi nudi e lei aveva una minigonna.
Che certe cose non dovrebbe succedere a prescindere da ogni situazione e che la colpa non è *mai* della vittima a queste persona non viene in mente. Ma sappiamo di che pasta sono fatti e da dove provengono, ed anche se lo hanno capito i “pirati” noi continuiamo a fare finta di niente.
Ma ha ragione lui, la colpa è sempre tua donna che, come cantava Militant A in un disco di tanti anni fa, “non dovevi uscire sola per la strada senza una pistola in tasca da ficcargli in gola”.

Dilettanti allo sbaraglio

20 agosto 2008

Dopo la Meloni e Gasparri contro la Cina per i diritti umani (da che pulpito), dopo decine di prese di posizioni imbarazzanti frutto di ignoranza su ogni argomento possibile (le varie leggi su internet sono qualcosa di raccapricciante), ora anche Luca Barbereschi si schiera contro YouTube, della serie “non sappiamo niente su quell’argomento, ma vogliamo ugualmente dire la nostra”. Niente di male se non fosse che questi determinano leggi ed altro in Italia.

Boicottare le Olimpiadi?

8 agosto 2008

Intanto devo dire che mi fa una certa impressione vedere fascisti ed esponenti di vari governi parlare di diritti umani, ma poi…
perché boicottare le Olimpiadi e non i prodotti di chi le sponsorizza?
È facile parlare e poi in concreto lucrarci sopra.

Si sona, si canta, si tromba…

16 luglio 2008

…ma le fie ve le dovete portà!

Così accoglie il Vernacoliere la manifestazione Italia Wave che inizia oggi a Livorno.
Con la solita ironia coglie secondo me un dato essenziale di questa manifestazione.
Una grande manifestazione canora con mille divieti.

Perché mille divieti?
Beh, come amministrazione pubblica prendono in carico l’organizzazione di questa manifestazione che dopo anni di concerti in quel di Arezzo (vi ricordate Arezzo Wave?) da qualche anno si era trasferita a Firenze e dopo non sanno gestirla.
Non so bene i motivi per cui sono andati via da Firenze, ma immagino per motivi di ordine pubblico o economici. Fatto sta che quest’anno la fanno a Livorno.

Le polemiche sono iniziate subito. Da una parte la destra che non la vuole con la scusa che “quei puzzolenti di appassionati di musica rovinano la nostra bella città”, come se non bastassero già loro a rovinarla. E parlo di “scusa” perché se era organizzata da loro… ah già, ma loro vanno ai concerti in doppiopetto.

Dall’altra i poteri locali che sono stati presi dal panico più totale. Si fa qui, si fa la, si vieta questo, si vieta quello. Si chiude la città ai cani. No solo nei campeggi. Comando io, no tu no.
Alla fine il Sindaco ha detto “tutti i poteri a me” (e mi immagino già Prefetto e Questore a ridergli in faccia), ed ha vietato l’alcool dopo una certa ora e, udite udite, vietato gli animali nei campeggi.
Cioè si fa una manifestazione come questa, si organizzano campeggi e… si vietano gli animali? quando si sa che buona parte del pubblico sarà accompagnata da cani? Ma poi… si vieta l’alcool? Come se poi il problema fosse quello, ma passiamo oltre.
Un 4 giorni di concerti deve creare tutto questo caos? Ma se come amministrazione pubblica non sai organizzare un evento cosa lo chiedi a fare? Se vuoi che la città “viva” perché riempirla di divieti assurdi? Divieti che non faranno altro che alimentare tensioni invece di placarle. E spero che gli addetti al controllo siano più furbi degli amministratori locali.

E qui torniamo al messaggio iniziale.
In pratica. Vuoi bere? Portati da bere. Vuoi trombare? Portati la fia* :-)

Ma qui nessuno si stupisce, perché a Livorno siamo bravi ad organizzare le cose e poi a vietarle.

Anni fa è stato “distrutto” e cementificato il lungomare per far posto a delle costruzioni in legno (oggettivamente brutte) che dovevano animare le notti Livornesi, fino ad allora un po’ spente. A parte il fatto che quelle costruzioni non sono mai state a norma, tanto che le terrazze di cui sono dotate sono sempre state dichiarate inagibili (e qui vorrei capire chi le ha progettate), la cosa buffa è che appena la “movida” (come viene chiamata dal giornale locale la massa di persone sul lungomare) si è manifestata, sono iniziate le polemiche. C’è rumore, c’è sporcizia, ci sono risse, etc, etc… Allora il sindaco “dai poteri speciali” che fa? Chiude al traffico la zona (che a quel punto se lasciavi le piante originali invece di cementificare e mettere delle palme spelacchiate era molto meglio), impone il divieto di vendere alcolici dopo una certa ora, fa pattugliare le strade come se fossimo in guerra… risultato? Tutti scontenti. Commercianti, abitanti del luogo e ragazzi che dovevano animare le serata di questa spenta città.

Poi vai a dire che è stato il sindaco di prima a fare il tutto per imitare la sua città natale, come se quello attuale prima non contasse niente e come se non provenissero dalla stessa combriccola.

Ma va beh, ormai lo scempio è stato fatto, almeno lascia che la “movida” faccia il suo corso e che il concerto sia gustato senza troppo caos. Chissà che presto Lucignolo non venga anche a Livorno :-)

* Per i non toscani:
Dicesi fia un esemplare di sesso femminile :-)

Internet non è un mezzo di comunicazione

16 giugno 2008

Il titolo può sembrare strano, ma solo in questo modo si spiega il disegno di legge proposto al Senato dall’ex missino Alessio Butti dal titolo Norme per la corretta utilizzazione della rete Internet a tutela dei minori.

Vediamo il primo articolo:

1. È vietato istituire siti nella rete INTERNET i cui contenuti siano finalizzati, direttamente o indirettamente:

a) alla istigazione al consumo, alla produzione o allo spaccio di sostanze stupefacenti;
b) alla istigazione alla violenza e alla consumazione di reati;
c) alla divulgazione o alla pubblicizzazione di materiale pornografico o di notizie o di messaggi pubblicitari diretti all’adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori di anni diciotto.

Leggo bene????
Non voglio entrare nel merito della legge, tanto sarà cambiata, o almeno lo spero, in quanto diranno che volevano fare una legge contro la pornografia minorile ed hanno sbagliato a scrivere (del resto siamo abituati a leggi italiane fatte senza avere conoscenza della materia e con evidenti lacune tecniche e linguistiche), ma la cosa che mi sorprende è l’inizio: È vietato istituire siti nella rete INTERNET

Le reti televisive del suo nuovo padrone possono promuovere argomenti simili, giornali di ogni tipo possono farlo, ed Internet no?
Da quando Internet non è un mezzo di comunicazione come gli altri per questa gente?
Se fosse una legge contro la pornografia minorile, a parte che c’è già, perché escludere tali mezzi di comunicazione?
È sempre la solita storia, quel che non si può controllare lo si vieta.
Chissà come saranno contenti al vaticano e negli uffici di qualche televisione.

Ma ormai di cosa meravigliarci? L’incompetenza dei nuovi politici dall’avvento di Berlusconi in poi , dalla sua e dall’altra parte, è comica se non fosse pericolosa. Una legge dietro l’altra fatta con ignoranza e superficialità, soprattutto riguardo le nuove tecnologie.

E siamo anche abituati ad essere presi per il culo, se è vero che sono stati votati, dai nomi che si danno questi signori.
Da una parte un partito che si definisce di “sinistra” quando ormai è più a destra della destra, dall’altra un partito che si chiama “delle libertà” quando invece cerca di controllare e vietare ogni cosa… naturalmente se non tocca gli interessi del padrone.

Chi prenderanno dopo?

22 maggio 2008

Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare…

Bertold Brecht

Le ultime leggi contro la clandestinità ripropongono con forza il problema del razzismo strisciante di questa nazione. Perché i ROM provengono da varie nazioni, soprattutto della comunità europea, molti di loro sono italiani, quindi parlare di clandestinità è fuori luogo. E soprattutto perché generalizzano in modo preoccupante. Il reato (presunto o reale che sia) di un singolo individuo diventa “peccato originale” della collettività che condivide l’etnia con quel singolo.
Per questo la trovo una legge pericolosa, perché non punisce un reato, ma il fatto stesso di appartenere ad una etnia.
Ma del resto siamo tutti nati con un peccato originale.
A chi toccherà domani? Questa domanda inizia ad essere una amara realtà.

De André ci ha lasciato queste splendide parole…

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Nel seguito del post il testo completo

Natural Born Clown

19 aprile 2008

Avete presente il film Natural Born Killer? Se non l’avete presente guardatelo subito, merita. Se invece l’avete presente, ricorderete sicuramente una delle scene finali. Durante la sommossa in carcere e la fuga dei protagonisti, il giornalista da in escandescenze tanto che il serial killer si trova costretto a togliergli il mitra e dirgli, vado a memoria, “sei troppo alterato Wayne, tieni… spara con questa”, porgendogli la telecamera.
Come se Veltroni si trovasse costretto a dire a qualcuno “sei troppo dichiaratamente a destra, calmati, dobbiamo pur far finta di essere di sinistra”. Va beh questa è un altra storia :-)
Ieri mi è tornato in mente quel film vedendo e leggendo di Berlusconi alla conferenza stampa congiunta con Putin.

Alla domanda di una giornalista russa a Putin “E’ vero che lei vuole divorziare?” , il nostro prode cavaliere cosa fa? Se ne sta zitto come dovrebbe e come farebbe qualsiasi altra persona? No, fa il gesto del mitra.

Berlusconi e Putin

Il gesto del mitra sì. Quel gesto che fanno i bambini quando giocano tra di loro. Quel gesto che faceva Batistuta quando segnava nelle porte avversarie. Un gesto scherzoso normalmente, da clown appunto.
Solo che in questo caso, era fatto dal passato e futuro presidente del consiglio italiano davanti alla stampa internazionale, soprattutto quella russa, ed il significato è risultato molto ambiguo. Si riferiva forse al fatto che in Russia i giornalista scomodi fanno una brutta fine e che anche lui vorrebbe fare altrettanto qui in Italia? Chissà! Del resto tutte le TV ed i giornali sono in mano alla sinistra no? Anche i suoi giornali e le sue tv naturalmente.

Ma quello che più mi ha ricordato quella scena è stato da una parte la faccia di Putin al gesto di Berlusconi e dall’altra il fatto che la giornalista “è stata perfino confortata da un addetto all’informazione del governo russo”. Come a dire “non dia retta a quel clown, noi siamo più seri”.

Primi effetti del dopo elezioni

17 aprile 2008

Ricordate nei mesi scorsi tutti i servizi dei TG e non solo Mediaset (a dire il vero un po’ di tutti), in cui si diceva che le famiglie italiane non arrivano a fine mese? Ricordate i sondaggi “catastrofisti” di Del Debbio, con quella faccia da “sta per finire il mondo fra 2 secondi”? Ricordate la poca sicurezza che avevano gli italiani?
Tutto finito, potete stare tranquilli.
Adesso arriviamo a fine mese, niente cattivoni a minacciarci ed il faccione sorridente di Del Debbio ci rassicura tutti :-)
Ah dimenticavo… naturalmente Ronaldinho può rimanere dov’è ed Air France può comprare Alitalia.

Sinistra extraparlmentare

15 aprile 2008

Sono un comunista,
sono di rifondazione
voglio fà a Rivoluzione
ma dico no al cordone
perché il vero movimento
é sempre quello non violento
altrimenti come faccio a contrattare in Parlamento?
E allora sient’ a me ,
si nu ddieci e Rafaniello
tu vuò fà a rivoluzione
assettato int’a poltrona
a poltrona chiaramente
ca sta dint’ o Parlament’
e allora arape e recchie: E contraddizioni nun stann’ o Parlamente ma tra la popolazione!
Tu si…
Rafaniello, rafaniello, rafanie’ l’ l’ l’ l’!
Rosso fuori, bianco dentro! Yeeaaaa…


Così cantavano i 99 posse tanti anni fa. A quei tempi condividevo quel modo di vedere quel partito. E tutt’ora, nonostante in passato l’abbia anche votato e ahimé ne sia stato anche iscritto, continuo a vederlo come qualcosa di bianco dentro, anche se fuori si sono dati una vesta multicolore che alla fine li ha fregati.
Infatti dopo aver “criticato” per anni chi faceva una scelta extraparlamentare, adesso si ritrovano ad esserlo anche loro. Senza volerlo, con una spinta dal basso senza preavviso. Una sconfitta umiliante per loro e non solo. Perché molti di quelli che non li hanno votati, astenendosi, ritengono ancora un po’ leninisticamente (concedetemi il termine) che una presenza in parlamento sia necessaria ed utile.
Sono proprio loro, come persone, come scelte, come idee a non essere rappresentativi ormai di niente, di nessuno.
Quel che mi domando è se hanno capito la lezione, ma a quanto pare dalle prime dichiarazioni no. Anzi, cercano già approdo nel nuovo Partito della Destra italiana.
Allora forse c’è da domandarsi se abbiamo capito tutti noi la lezione.
C’è da domandarsi se esiste un soggetto capace di “rifondare” la sinistra in Italia.
C’è da domandarsi se qualcuno riuscirà ad intercettare, guidare, alimentare le istanze di protesta dei movimenti.
C’è da domandarsi se una sinistra parlamentare in Italia sia ancora possibile.

In ogni caso nessun rimorso.


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